I Teatri e questi nostri giorni difficili: “La cultura rende le città più belle”

Teatro Municipale Romolo Valli

«In queste giornate desolate, in cui non accade nulla, in cui non possiamo fare nulla, emerge con forza ciò che da tempo noi cerchiamo di spiegare: le attività culturali e lo spettacolo dal vivo sono un patrimonio di tutti, che arricchisce il nostro quotidiano. Se c’è un dato positivo in questa emergenza collettiva è che il coronavirus ci ha fatto capire che la cultura rende le città più belle e le persone più felici».

Alla seconda settimana di sospensione degli spettacoli il direttore Paolo Cantù fa il punto della situazione per la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Si fa il conto degli spettatori persi e dei mancati incassi, si lavora per recuperare gli spettacoli sospesi, ma anche per fare una grande festa, quando i Teatri potranno finalmente riaprire le porte.

«La mancanza di attività culturali è una mancanza per tutta la città – spiega Cantù – La Fondazione I Teatri è in emergenza, così così come tutti coloro che si occupano di spettacolo dal vivo. Ma le conseguenze ricadono pesantemente sull’intera filiera, penso anche agli artisti e alle compagnie più piccole che, giorno dopo giorno, si vedono cancellate date su date».

I “mancati spettatori“, ad oggi, sono oltre 12.000: quasi 7.500 quelli che non verranno agli spettacoli inseriti nelle Stagioni e 4.634 degli spettacoli mattutini per le scuole. I mancati incassi complessivi si aggirano intorno ai 200mila euro. In più c’è la possibilità, per la Fondazione I Teatri come per molti altri, della diminuzione dei contributi pubblici per i numeri non realizzati.

farfalle
“Farfalle” di Emanuele Aldrovandi, spostato al 12, 13, 14 e 15 maggio

Infatti, alla Fondazione I Teatri, tra spettacoli annullati e da annullare, in quindici giorni saltano: “Farfalle” di Emanuele Aldrovandi, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” del Teatro Elfo Puccini entrambi inseriti nella Stagione di Prosa; “Balliamo sul Mondo” di Luciano Ligabue per la Stagione dei Musical; Alexander Malofeev, pianoforte, per la Stagione dei Concerti; gli appuntamenti di Finalmente Domenica con Fabio Genovesi e Cinzia Tani; un paio di appuntamenti con le lezioni di Verso Sera e quattro turni secchi di visite guidate al Teatro Municipale.

Per non parlare degli spettacoli destinati a scuole, bambini e famiglie: cancellati “Favole al telefono” di Fondazione Aida, “Chi ha paura di denti di ferro” di TCP Tanti Cosi Progetti, “Rincorrendo Orlando” del Teatro dell’Orsa, “Amici in(di)visibili” di Eccentrici Dadarò, tutti calendarizzati tra 23 febbraio e 8 marzo.

E siccome che cosa sarà dei Teatri dopo l’8 marzo nessuno ancora lo può sapere, ma si sa già che le uscite didattiche delle scuole sono sospese fino al 15 marzo, sono state cancellate anche le date di “Romeo & Juliet” (11 marzo) di “Charioter Theatre” e di “Senza Sponda” (13 marzo), del Teatro Nazionale di Genova.

In questi giorni, con i palcoscenici di Valli, Ariosto e Cavallerizza desolatamente vuoti, il lavoro in corso è quello di ricalendarizzare, laddove è possibile, gli spettacoli saltati. «Lavoriamo da un lato sull’aspetto operativo, per recuperare spettacoli e spettatori, ma siamo impegnati anche su un altro e più articolato versante: ottenere un maggiore riconoscimento, a tutti i livelli, del nostro mestiere, “pesare” di più. Perché non deve essere un virus a far capire quanto la cultura è in grado di impattare sulla vita delle persone», spiega Cantù.

Balliamo sul mondo

Intanto, “Balliamo sul Mondo” è stato spostato al 3, 4 e 5 aprile, “Farfalle” al 12, 13, 14 e 15 maggio, contatti sono in corso per rinviare “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” e il concerto di Alexander Malofeev: bisogna trovare date in cui il teatro è libero, sperare che coincidano con quelle libere degli artisti e delle compagnie e fare scongiuri che gli artisti internazionali riescano – o possano – arrivare in Italia.

E il futuro nessuno lo può sapere. Si vive alla settimana, sapendo bene che, anche quando il teatro non sarà fermato da decreti e ordinanze, sarà comunque rallentato dall’onda lunga della paura. Com’era accaduto con l’ultimo terremoto, l’altra grande emergenza che aveva svuotato le sale di spettacolo.

«La situazione è difficile sia dal punto di vista operativo, che dal punto di vista psicologico – prosegue Cantù – ecco perché quando finalmente potremo riaprire il teatro vorremo farlo con una grande festa, insieme ai tanti amici, istituzioni e artisti, che con noi stanno vivendo questa emergenza. E per questo abbiamo bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutta la città. Speriamo di poterlo fare prestissimo».


(3 marzo 2020)

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