Mostre

Le mostre da vedere

A Reggio Emilia ultimi giorni – fino all’11 giugno – per visitare i progetti allestiti nella maggior parte delle sedi del festival Fotografia Europea e le altre mostre da vedere in Emilia-Romagna e dintorni


Pittura, scultura, fotografia, architettura, grafica, design. La nostra guida aggiornata alle mostre da vedere in programma a Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna, in Romagna, a Milano, Torino e in Toscana.



fino al 11 giugno 2023
Fotografia Europea. Europe Matters
Reggio Emilia, luoghi vari
“Europe Matters. Visioni di un’identità inquieta” è il tema della diciottesima edizione del festival Fotografia Europea, in programma dal 28 aprile all’11 giugno a Reggio Emilia. Un viaggio tra culture, sguardi, denunce e utopie attraverso le venti mostre fotografiche del programma ufficiale a cui si aggiunge la risposta del territorio con le oltre 200 mostre del circuito Off. Ai Chiostri di San Pietro la contro-narrazione africana di Mónica De Miranda, l’altra Istanbul di Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, la Brexit secondo Simon Roberts, gli antichi riti del Sud di Alessia Rollo, la dinamica dei confini in Samuel Gratacap, l’Odessa di Yelena Yemchuk, la diaspora afro-caraibica di Cédrine Scheidig, gli scatti “umanistici” della grande Sabine Weiss… E poi il nuovo capitolo su Luigi Ghirri ai Musei Civici (fino al 25 febbraio 2024), l’omaggio a Roberto Masotti allo Spazio Gerra, l’Ars Aevi di Sarajevo a Palazzo Da Mosto…

fino al 18 giugno 2023
Sawsan Al Bahar. Knocking on Doors + Chiara Calore. Indigo
Montecchio Emilia (RE), Casa Cavezzi
Due mostre in contemporanea negli spazi rinascimentali di Casa Cavezzi a Montecchio Emilia: “Knocking on Doors” dell’artista siriana Sawsan Al Bahar e “Indigo” dell’artista veneta Chiara Calore. Le due giovani artiste sono le vincitrici ad ex equo della seconda edizione del “Premio Massimiliano Galliani per il disegno under 35”. Le opere di Al Bahar sono oggetto di una lunga lavorazione, in cui la mano si intreccia alla macchina. Scansioni 3D, create o trovate, diventano il punto di partenza per disegni a grafite, a volte abbinati ad altri materiali, mentre quelle di Calore nascono da immagini celestiali, forme ultraterrene, soggetti religiosi assemblati a corpi di pietra e statue bronzee.

fino al 30 giugno 2023
Flux Motus. L’Avanguardia nella città
Reggio Emilia, VV8artecontemporanea
Reggio Emilia è stata una delle città storiche del movimento Fluxus in Italia, polo di attrazione e promozione dei principali artisti del network provenienti dall’America all’Europa, dal Giappone alla Corea grazie al lavoro e all’intelligenza di Rosanna Chiessi che nel 1971 creò Pari&Dispari, dapprima come casa editrice e dopo un paio di anni anche come galleria d’arte. “Flux Motus” alla VV8artecontemporanea, galleria nata anche grazie ai consigli e all’amicizia di Rosanna Chiessi, pone l’attenzione su un momento importante della storia culturale della città. In mostra oltre 30 opere di Philip Corner, Wolf Vostell, Geoffrey Hendricks, Ben Vautier, Ben Patterson, Bob Watts, Giuseppe Chiari, Alison Knowles, Jackson Mac Low, Yoko Ono, Takako Saito, Nam June Paik, Charlotte Moorman che testimoniano l’ampiezza dei linguaggi espressi da questo movimento.

fino al 9 luglio 2023
Emma Talbot. The Age/L’Età
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
Emma Talbot, vincitrice dell’ottava edizione del Max Mara Art Prize for Women, presenta la sua nuova mostra “The Age/L’Età” alla Collezione Maramotti, che ne acquisirà le opere. Talbot, dopo la prima tappa dell’esposizione alla Whitechapel Gallery di Londra, ha rielaborato l’allestimento delle opere adattandolo agli spazi della Collezione. “The Age/L’Età” è composta da animazioni, pannelli di seta dipinti e sospesi, un’opera tridimensionale e alcuni disegni. Questo nuovo lavoro esplora temi quali la rappresentazione e l’invecchiamento, il potere e la governance e gli atteggiamenti nei confronti della natura.

fino al 30 luglio 2023
Ivor Prickett. No Home from War: Tales of Survival and Loss
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
La Collezione Maramotti in occasione di Fotografia Europea presenta la prima mostra in Italia del fotogiornalista Ivor Prickett. Con oltre cinquanta fotografi e scattate in scenari di conflitto dal 2006 al 2022 – nei Balcani e nel Caucaso, in Siria, in Iraq, in Ucraina – “No Home from War” rappresenta la più ampia esposizione sul lavoro di Prickett fino ad oggi. Partendo da una dimensione intima e domestica delle conseguenze sociali e umanitarie dei conflitti nel lungo periodo, nel corso degli anni lo sguardo di Prickett si è spostato nei luoghi di migrazione forzata, nelle terre di ricercato rifugio, fino a giungere in prima linea nelle zone di combattimento.

fino al 31 ottobre 2023
Compagno Cittadino Fratello Partigiano. 7 luglio 1960 il dovere della memoria
Reggio Emilia, Orti di Santa Chiara – giardino di Spazio Gerra
Promossa dalla Cgil di Reggio Emilia in collaborazione con Spazio Gerra, la mostra fotografica – open air con libero accesso da viale Allegri – mira a ricostruire attraverso 30 fotografie, documenti originali e audio le giornate del luglio 1960 a Reggio Emilia e i tragici fatti avvenuti in piazza il 7 luglio che condussero alla morte di 5 lavoratori per mano delle forze dell’ordine: Ovidio Franchi, Lauro Farioli, Marino Serri, Afro Tondelli, Emilio Reverberi. Completa la mostra un’opera di Nazli Youness, urban artist da tempo attivo a Reggio Emilia, che per l’occasione ha concepito un dipinto di grandi dimensioni che mira a mantenere vivo il ricordo di quella giornata, rendendone evidenti la portata tragica e i segni impressi sulla città.

fino al 7 gennaio 2024
Parliamo ancora di me. Zavattini tra parola e immagine
Reggio Emilia, Musei Civici
La mostra, attingendo alla ricca collezione dei dipinti di Zavattini dei Musei Civici e al patrimonio documentario dell’Archivio Cesare Zavattini conservato presso la Biblioteca Panizzi, presenta una selezione di materiali in grado di restituire la propensione all’autorifl essione nell’esperienza culturale e artistica di Zavattini, facendo emergere la forte contaminazione tra forme della scrittura e della pittura, così come la dimensione transmediale della creatività artistica zavattiniana.





fino al 11 giugno 2023
Serse. Bianchi e neri
Colorno (PR), Reggia
La Reggia di Colorno propone un raffinato racconto in bianco e nero di Serse. Sono “paesaggi dell’anima” quelli che l’artista triestino propone in questa mostra. Offrendo un percorso attraverso quei paesaggi, dalla natura incontaminata fino all’architettura che li abita e ne interpreta il senso. “I disegni di Serse – scrive il curatore – non sono gli esercizi di un virtuoso iperrealista, ma le pagine di un racconto. Da leggere, da “ascoltare con gli occhi”, come se fossero i fogli del diario di un calligrafo. Oppure, le annotazioni minuziose di una fenomenologia dello sguardo. O ancora, i versi di un poema romanticamente ispirato alla sublimità della natura. Una scrittura di pietra, di luce e d’acqua, che parla della mente, dell’occhio e della mano. Un racconto con una sola voce narrante, diversi scenari e più strati di significato”.

fino al 18 giugno 2023
Roy Lichtenstein. Variazioni Pop
Parma, Palazzo Tarasconi
La mostra presenta i numerosi temi affrontati dal grande artista americano attraverso una selezione di oltre 50 opere (edizioni e serigrafie, sperimentazioni su metallo, tessuti e plastica oltre a fotografie e video) provenienti da prestigiose collezioni europee e americane.

fino al 2 luglio 2023
Felice Casorati
Mamiano di Traversetolo (PR), Fondazione Magnani-Rocca
La Fondazione Magnani-Rocca prosegue nell’approfondimento dei protagonisti della pittura italiana del secolo scorso. La mostra, a cura di Giorgina Bertolino, Daniela Ferrari e Stefano Roffi, ripercorre l’intero arco della pittura di Felice Casorati (Novara, 1883 – Torino, 1963), iscrivendone il percorso entro la storia dell’arte del Novecento. Ricostruisce l’itinerario dell’artista, dagli anni d’esordio alla maturità, con oltre ottanta opere – molti i capolavori assoluti – provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private.

fino al 2 luglio 2023
Fellini. Cinema è sogno
Mamiano di Traversetolo (PR), Fondazione Magnani-Rocca
Nel trentennale della morte di Federico Fellini, la mostra focus a cura di Mauro Carrera e Stefano Roffi intende omaggiare il celeberrimo regista nella dimora che ebbe come ospite Nino Rota, autore delle più celebri colonne sonore dei suoi film, quali quelle per “8½”, “Giulietta degli spiriti”, “Satyricon”, “Roma”, “Amarcord”, “Il Casanova”. L’esposizione presenta sontuosi costumi, appartenenti allo CSAC di Parma, realizzati per i film e indossati da celebri attori come Marcello Mastroianni e Donald Sutherland, le locandine dei film stessi, vere pietre miliari della storia del cinema e della grafica, oltre a sorprendenti disegni del regista e a rare fotografie d’epoca.







fino al 4 giugno 2023
Yuval Avital. About birds
Modena, FMAV – Palazzo Santa Margherita
La mostra, a cura di Elisa Camesasca, nasce in stretta correlazione con la prima esecuzione assoluta dell’omonima opera icona-sonora ideata da Avital a seguito della reclusione pandemica del 2020, e che avrà luogo al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena contemporaneamente all’esposizione. Per rielaborare e riconnettersi all’esperienza vissuta nel primo lockdown, nel giugno 2022 Avital si auto-reclude per una settimana insieme a tre musicisti in un’antica villa sui colli modenesi dove crea, ad hoc per l’opus, una performance di cui si intende offrire un’esaustiva restituzione in mostra attraverso le fotografie, oltre che alle immagini e alle video proiezioni derivate da un’applicazione generativa programmata dall’artista appositamente per il progetto, che condurranno il pubblico lungo un percorso immersivo e inusuale in un viaggio profondo e onirico nell’universo dell’artista. 

fino al 20 agosto 2023
Mécaniques Discursives. Don’t follow the guide!
Modena, FMAV – Palazzo Santa Margherita
Una selezione di opere nate dalla collaborazione tra il videografo franco-svizzero Yannick Jacquet (1980) e l’incisore belga Fred Penelle (1976 – 2020). Le opere, realizzate a partire dal 2011 per differenti sedi espositive in tutto il mondo, fanno parte del progetto artistico “Mécaniques Discursives” e il progetto è supportato da Fédération Wallonie-Bruxelles. La poetica del duo mette in relazione due epoche tra loro lontane, quella di Gutenberg e quella dei Big Data, prendendo le mosse dalle antiche tecniche incisorie ed estrapolandole dal proprio contesto tradizionale mediante proiezioni sui muri, oggetti riciclati, mosaici di disegni e installazioni tridimensionali. Il risultato è un sorprendente universo connotato da iconografie immaginifiche e collisioni temporali, un labirinto narrativo in cui la regola è una sola: “Don’t follow the guide”. 





fino al 6 agosto 2023
The World of Banksy
Bologna, Palazzo Pallavicini
The World Of Banksy – The Immersive Experience fa tappa nella città felsinea, considerata la capitale italiana della street art. Girl with Balloon, Rat and Champagne, Christ with Shopping Bag, Queen’s Guard Pissing e The Umbrella Girl sono solo alcune tra le 90 opere esposte realizzate da street artist internazionali e locali che hanno riprodotto le opere di Banksy e le ambientazioni stesse dove sono comparse da un giorno all’altro: le pareti grigie dallo smog di New York, i mattoni rossi di Bristol, l’imponente muro di Betlemme. La mostra comprende oltre 30 murales a grandezza naturale e anche iBanksy, una speciale sezione video che ripercorre la storia e il messaggio sociale dei lavori realizzati dallo street artist di Bristol, su muri, strade e ponti provenienti da geografie diverse.





fino al 19 giugno 2023
Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa

Ferrara, Palazzo dei Diamanti
A seguito di un complesso intervento di restauro e riqualificazione, Palazzo dei Diamanti riapre le porte con una mostra dedicata a due grandi maestri ferraresi del Rinascimento, Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa. Dotato di un incredibile talento compositivo, straordinario per qualità ed espressività emotiva, Ercole de’ Roberti (c. 1450-1496) si divise tra Ferrara e Bologna, per poi trascorrere l’ultimo decennio nella città di origine. Fu Lorenzo Costa (1460-1536) a raccogliere l’eredità di Ercole e a continuarne lo stile. Durante un lungo soggiorno a Bologna la sua pittura acquistò maggiore morbidezza, una classicità più distesa. Il mondo stava cambiando, Leonardo e Perugino imponevano una nuova “maniera”, che Costa comprese subito e della quale fu tra i maggiori interpreti, anche dopo il trasferimento a Mantova. I due protagonisti sono affiancati da maestri nobili e da compagni di viaggio contemporanei: Mantegna, Cosmè Tura, Niccolò dell’Arca, Marco Zoppo costituiscono il punto di partenza, mentre Antonio da Crevalcore, Guido Mazzoni, Boccaccio Boccaccino, Francesco Francia e Perugino offrono una sponda di dialogo lungo il percorso espositivo.

fino al 24 giugno 2023
Arte e Letteratura nel nome di Roberto Longhi. Bassani, Pasolini, Testori

Ferrara, Biblioteca Ariostea
Da un’idea di Vittorio Sgarbi, una mostra a cura di Francesca Bini e Alessandro Gnocchi che è un percorso interdisciplinare attraverso documenti inediti e filmati di tre grandi intellettuali (Pasolini, Bassani, Testori) e del loro maestro, Roberto Longhi. Dalla Ferrara di Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti al milanese Caravaggio, una linea espressiva “padana”, teorizzata da Longhi e realizzata in tutti i campi da tre protagonisti del Novecento italiano.



fino al 24 giugno 2023
Valerio Anceschi – Luca Scarabelli. Levia Gravia

Ravenna, Fondazione Sabe per l’arte
Fondazione Sabe per l’arte presenta Levia Gravia, doppia mostra personale di Valerio Anceschi e Luca Scarabelli, a cura di Francesco Tedeschi. Nonostante percorsi e concezioni estetiche differenti, i due artisti condividono alcuni elementi di un linguaggio plastico attraverso cui propongono particolari letture della forma e dell’idea di scultura. In mostra, il punto di connessione tra le due poetiche viene individuato nel rapporto tra il concetto di “levità” e quello di “gravità”, introdotti dalla citazione di Ovidio presente nel titolo, ripresa da Giosué Carducci per una sua raccolta poetica.



fino al 30 luglio 2023
Dalí, Magritte, Man Ray e il Surrealismo
Milano, Mudec
Un ricco percorso espositivo nel cuore dell’avanguardia tra le opere dei grandi “rivoluzionari”: Magritte, Dalì, Man Ray. 180 opere, tra dipinti, sculture, disegni, documenti, manufatti, provenienti dalla collezione del museo Boijmans Van Beuningen, uno dei più importanti musei dei Paesi Bassi, in dialogo con alcune opere della Collezione Permanente del Mudec.

fino al 30 luglio 2023
Muholi. A Visual Activist
Milano, Mudec
Zanele Muholi è un’artista, fotografa e attivista sudafricana impegnata per la causa LGBTQI. La bellezza delle composizioni e il talento assoluto di artista sono per Muholi, una delle voci più interessanti del Visual Activism, solo un mezzo per affermare la necessità di esistere, la dignità e il rispetto cui ogni essere umano ha diritto a dispetto della razza, e del genere con cui si identifica. Sonnyama Ngonyama, letteralmente “Ave Leonessa Nera”, è il proclama sociale e politico in cui l’artista firma una serie di autoritratti che mettono in scena, nella loro composizione, una vera e propria denuncia, a cui l’artista stessa presta il suo corpo. Il suo scopo è la rimozione delle barriere, il ripensamento della storia, l’incoraggiamento a essere se stessi, e a usare strumenti artistici quali una macchina fotografica come armi per affermarsi, e combattere.

fino al 30 luglio 2023
Gian Maria Tosatti. NOw/here
Milano, Pirelli HangarBicocca
La mostra personale di uno degli artisti italiani più interessanti degli ultimi anni, che nel 2022 ha rappresentato l’Italia alla 59. Biennale di Venezia. La mostra, a cura di Vicente Todolí, si compone di due cicli di opere presentate per la prima volta in Pirelli HangarBicocca. Rispondendo alla richiesta di un progetto retrospettivo, Gian Maria Tosatti ha, tuttavia, elaborato la mostra in modo molto particolare, lavorando su nuove opere che fossero la sintesi dei sentimenti che hanno animato la sua ricerca negli ultimi vent’anni. Il corpus di lavori si sviluppa attorno a elementi di grande formato, che rappresentano un dialogo con lo Zeitgeist (Spirito del tempo) e il sentimento della generazione cui l’artista appartiene. Le opere sono pensate come “specchi”, domande aperte che chiamano direttamente in causa il visitatore.

fino al 5 settembre 2023
Reversing the Eye. Fotografia, film e video negli anni dell’arte povera
Milano, Triennale
La mostra, prodotta in collaborazione con Jeu de Paume e LE BAL, esplora la relazione che, tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta, una parte delle avanguardie italiane ha intrattenuto con l’immagine meccanica, la fotografia, il film, il video. L’esposizione riunisce le grandi figure dell’arte povera e altri artisti, fotografi, e operatori video che ne hanno condiviso il percorso, mettendo in luce il ruolo rivoluzionario della fotografia e le sue molteplici contaminazioni con altre forme di espressione artistica.

fino al 10 settembre 2023
Ettore Sottsass. La Parola
Milano, Pirelli HangarBicocca
Dopo le mostre “Struttura e colore” e “Il calcolo”, il terzo progetto espositivo dedicato a Ettore Sottsass si concentra sull’uso vario, costante e molteplice della Parola, che caratterizza la produzione dell’architetto e designer. La mostra riunisce una selezione di disegni, oggetti, scritti e opere inedite con l’intento di proporre un’antologia visiva e letteraria che rappresenti l’essenza dell’originale vena narrativa di Sottsass. Elenchi, descrizioni, confessioni, diari, corsivi, racconti, riviste, manifesti, fanzine, articoli, interventi, conferenze e recensioni sono tutte tracce delle molteplici forme della Parola, utilizzate per accompagnare i momenti e i movimenti delle opere dell’artista.

fino al 19 novembre 2023
Sebastião Salgado. Amazônia
Milano, Fabbrica del Vapore
Per sei anni Sebastião Salgado ha viaggiato nell’Amazzonia brasiliana, fotografando la foresta, i fiumi, le montagne e le persone che vi abitano. La mostra, con oltre 200 opere, immerge i visitatori nell’universo della foresta mettendo insieme le impressionanti fotografie di Salgado con i suoni concreti della foresta. Il fruscio degli alberi, le grida degli animali, il canto degli uccelli o il fragore delle acque che scendono dalla cima delle montagne, raccolti in loco, compongono un paesaggio sonoro, creato da Jean-Michel Jarre.





fino al 4 giugno 2023
Carla Cerati. Le scritture dello sguardo
Bibbiena (AR), CIFA
Ben più di un’antologica della sua produzione, la mostra ci aiuta ad entrare in contatto con la forte personalità di questa autrice espressa nell’impegno civile e alimentata dalle passioni per la scrittura e per la fotografia. “L’una e l’altra”, affermava Carla Cerati, sono due attività che coesistono, ma non si fondono. È sempre un’osservazione della realtà: la fotografia le serve per documentare il presente, la parola per recuperare il passato. L’incontro tra fotografia e testo caratterizza il percorso di Cerati.

fino al 10 settembre 2023
Igort. Attraversare le forme
Pisa, Palazzo Blu
Igort, pseudonimo del cagliaritano Igor Tuveri, è oggi uno dei più importanti artisti italiani contemporanei, dotato di uno straordinario talento poliedrico: non solo noto e apprezzato fumettista le cui storie sono tradotte in tutto il mondo, ma anche regista inventivo e colto, editore ricercato, musicista sperimentale, e tanto altro ancora. La mostra Attraversare le forme consente al visitatore di ammirare una selezione di disegni originali tratti da alcuni tra i maggiori successi di Igort.

fino al 15 ottobre 2023
Lina Pallotta. Volevo vedermi negli occhi
Prato, Centro Pecci
“Volevo vedermi negli occhi” è la prima mostra personale in un’istituzione pubblica italiana della fotografa Lina Pallotta (1955, vive a Roma). Dagli anni ’80, Pallotta ha lavorato a progetti fotografici con un’accentuata attenzione politica ed etica, riconoscendo al medium un forte compito sociale. Il Centro Pecci presenta una selezione delle fotografie del progetto “Porpora”, scattate a Porpora Marcasciano, attivista trans. Le due si incontrano dallo stesso lato delle barricate in una Napoli calda durante gli anni ’70 e stringono un profondo legame.



fino al 4 giugno 2023
Eve Arnold. L’opera 1950-1980
Torino, CAMERA
Una leggenda della fotografia del XX secolo: Eve Arnold, la fotografa americana che ha saputo raccontare il mondo con un «appassionato approccio personale», unico strumento reputato da lei indispensabile per un fotografo. Per intendere la sua importanza nella storia della fotografia, è sufficiente ricordare che Eve Arnold è stata la prima donna, insieme a Inge Morath, a far parte della prestigiosa agenzia Magnum Photos nel 1951. Determinazione, curiosità e, soprattutto, la volontà di fuggire da qualsiasi stereotipo o facile categorizzazione le hanno permesso di produrre un corpus eclettico di opere: dai ritratti delle grandi star del cinema e dello spettacolo ai reportage d’inchiesta dove ha affrontato temi e questioni assolutamente centrali nel dibattito pubblico di ieri e di oggi.

fino al 16 luglio 2023
JR. Déplacé∙e∙s
Torino, Gallerie d’Italia
La prima mostra personale italiana di JR, artista francese famoso in tutto il mondo per i suoi progetti che uniscono fotografia, arte pubblica e impegno sociale. I problemi dei migranti e dei rifugiati, sempre più di scottante attualità, fanno da molto tempo parte dell’indagine di JR. Con il progetto Déplacé∙e∙s l’artista ha viaggiato in zone di crisi, dall’Ucraina sconvolta dalla guerra fino agli sterminati campi profughi di Mugombwa, in Rwanda, e di Mbera, in Mauritania, Cùcuta in Colombia e a Lesbo, in Grecia.





fino al 4 giugno 2023
Typoèsien. Heinz Waibl, Siegfried Höllrigl
Merano (BZ), Kunst Meran Merano Arte
Il termine francese Typoésie unisce “tipografia” e “poesia” in riferimento alla pratica di composizione dei testi incentrata su aspetti come l’armonia, la precisione e l’equilibrio. Protagonisti dell’esposizione, due amici molto legati a Merano: Heinz Waibl (1931-2020), tra i più importanti esponenti della grafica italiana del Novecento, e il compositore tipografico Siegfried Höllrigl (1943), che hanno padroneggiato perfettamente questa pratica. La mostra – a cura di Andrea Muheim, Kuno Prey, Ursula Schnitzer e Lioba Wackernell – è la prima retrospettiva postuma di Waibl e la più ampia mostra di Höllrigl, e si riallaccia idealmente alla complessa ricerca che nel 2019 Merano Arte ha dedicato al design del prodotto in area alpina (Design from the Alps), concentrando questa volta l’attenzione sulla grafica.


Mostre a Roma


fino al 27 agosto 2023
Vita Dulcis. Paura e desiderio nell’impero romano
Roma, Palazzo delle Esposizioni
Vita Dulcis è un progetto che vuole creare una nuova narrativa, presentando opere e reperti dell’arte classica romana in un percorso espositivo privo di quella “freddezza” e “lontananza” caratteristiche di molte esposizioni museali, per restituire al visitatore l’intensità vitale e la passione autentica che questi reperti sanno suscitare, immergendoli in un allestimento concettuale-scenografico suggestivo e inaspettato, che li mette in relazione con alcune opere recenti di Vezzoli che incorporano elementi d’epoca antica o che all’antico sono ispirate. Il cinema è il completamento ideale del racconto di Vita Dulcis: tra tutte le arti visive, è stato il mezzo che più di tutti ha utilizzato e celebrato il periodo storico dell’antica Roma, sempre cercando di restituirne la verità, la passione, le storie, le psicologie, le atmosfere e i colori.

fino al 15 ottobre 2023
Peggy Kleiber. Tutti i giorni della vita (fotografie 1959-1992)
Roma, Museo di Roma in Trastevere
Prima mostra in Italia della fotografa Peggy Kleiber. Due valigie, mai aperte, contenenti 15.000 fotografie scattate tra la fine degli anni ‘50 e gli anni ’90: la mostra nasce da questo incredibile ritrovamento, arrivato dopo la sua morte, nel 2015. In seguito la famiglia decide di valorizzare e rendere pubblico questo importante patrimonio rimasto a lungo nascosto. Fotografa non professionista, poi divenuta insegnante, centra la sua ricerca nel punto d’incontro tra storia privata e storia collettiva. Le sue fotografie, tutte scattate con la sua inseparabile Leica M3, raccontano istanti intimi di vita e al contempo narrano luoghi, atmosfere e eventi collettivi durante 40 anni.


immagine in evidenza: Rafał Milach in mostra a Fotografia Europea all’interno della collettiva “The Archive of Public Protests”: Women’s Strike Protest against nearly total abortion ban,Warsaw, Poland 28.10.2020 © Rafał Milach courtesy of The Archive of Public Protests