Pittura, scultura, fotografia, architettura, grafica, design. La nostra guida aggiornata alle mostre da vedere in programma a Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna, in Romagna, a Milano, Torino e in Toscana.
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fino al 14 giugno 2026
Fotografia Europea. Fantasmi del quotidiano
Reggio Emilia, luoghi vari
Ventunesima edizione del festival di Reggio Emilia, quest’anno sul tema “Fantasmi del quotidiano”, con venti mostre in diverse sedi del centro storico (dai Chiostri di San Pietro, che ospita la maggior parte degli allestimenti, a Palazzo Da Mosto alla nuova sede di Palazzo Scaruffi) e alla Collezione Maramotti. Tra gli artisti in mostra, Mohamed Hassan con un progetto sul filo della memoria nella realtà egiziana, la ricerca di Salvatore Vitale sui lavoratori della gig economy, le visioni sinestetiche di Frédéric D. Oberland, il percorso on site “Mik Wood” di Simona Gizzoni sulla dimensione femminile.
fino al 26 luglio 2026
Ndayé Kouagou. Heaven’s truth
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
In occasione di Fotografia Europea, la prima esposizione personale in Italia dell’artista francese Ndayé Kouagou, che riunisce opere recenti e un progetto realizzato appositamente: un’ambiziosa produzione ispirata al dispositivo narrativo del fotoromanzo che include una creazione video, elementi tridimensionali e opere a parete. Generando un’esperienza narrativa spiazzante, insieme ludica ed esistenziale, l’artista conduce il visitatore attraverso un percorso senza meta, in cui i punti di riferimento appaiono sfumati, quando non completamente incoerenti. Le sue opere innescano una riflessione sulla verità – reale, potenziale o immaginaria –, sulla vulnerabilità, sul disagio e sulle dinamiche di potere.
fino al 26 luglio 2026
Giuditta Branconi. Cannon Fodder
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
Per “Cannon Fodder”, prima mostra personale di Giuditta Branconi in uno spazio istituzionale, la giovane artista ha realizzato una serie di nuove opere pittoriche e una grande installazione composta di tele dipinte, nella quale il pubblico potrà entrare fisicamente. Il titolo della mostra (“carne da cannone”) fa riferimento a corpi sacrificabili, a una materia destinata a essere consumata da un sistema più ampio. Nello slittamento dal campo militare alla dimensione visiva e simbolica, le immagini di Branconi si trasformano in munizioni di denuncia di un presente violento e opprimente: compresse, cariche, pronte a detonare sulla superficie della tela, in un’esplosione non solo formale, ma anche emotiva e politica – un eccesso che rifiuta la compostezza. La pittura di Branconi, ricca e traboccante, è spesso contraddistinta da una travolgente densità visiva e si sviluppa sia sul fronte che sul retro dei sottili tessuti che utilizza come base, moltiplicando le possibilità espressive e i livelli di lettura.
fino al 18 ottobre 2026
Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo
Reggio Emilia, Spazio Gerra
La mostra vuole restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Il percorso coniuga materiali d’archivio (fotografie, oggetti, manoscritti) con libri e canzoni, mettendo in primo piano la voce del “Maestro”. Completa la mostra un tributo di otto artisti e fotografi che si richiamano alle principali fonti di ispirazione di Guccini: illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici. In mostra le opere di Simona Costanzo, Arianna Lerussi, Maurizio Mantovi, Veronica Ruffato, Kai-Uwe Schulte-Bunert, Silvano Scolari, Paolo Simonazzi, Gianmario Taurisano.
fino al 28 febbraio 2027
Luigi Ghirri. A series of dreams
Reggio Emilia, Musei Civici
Palazzo dei Musei di Reggio Emilia presenta un nuovo percorso espositivo dedicato alla “misteriosa parentela” tra immagine e musica nell’opera di Luigi Ghirri, tra paesaggi visivi e paesaggi sonori. Il corridoio centrale raccoglie fotografie dedicate ai luoghi della musica, un secondo nucleo presenta numerosi materiali, anche inediti, che raccontano la relazione di Ghirri con i musicisti fra cui Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP. La mostra, che si apre nell’ambito di Fotografia Europea, comprende anche una sezione intitolata “Oltre quei monti il mare”, concepita grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus allestito presso il Teatro Valli, visitabile fino al 14 giugno.
mostra permanente
Di libri, acqua e chizze – Sei secoli di storia ebraica a Reggio Emilia
Reggio Emilia, Sinagoga
Nell’anno 5173 arrivano a Reggio Emilia i primi ebrei. Questo rispetto al calendario ebraico. Tradotto in quello gregoriano, siamo nel 1413: è l’anno in cui viene stipulato il primo contratto tra il Comune e Muso, figlio del fu Luguzo, prestatore di denaro. Da quel momento iniziano sei secoli di storia ebraica reggiana. Dopo l’istituzione del ghetto, nel 1669, gli ebrei reggiani sono obbligati a vivere in poche strade dove dal 1672, sorge una prima sinagoga, sostituita nel 1858 da quella attuale, in via dell’Aquila. La targa posta all’ingresso, che commemora il 50° anniversario della festosa inaugurazione di questa sinagoga, racconta un’appartenenza forte e sentita: gli ebrei che vivevano qui erano reggiani, oltre che, naturalmente, italiani ed ebrei. L’Unità d’Italia e Roma capitale, strappata al potere temporale della Chiesa, segnano una stagione di emancipazione e di convivenza. Ma i sei secoli di storia ebraica reggiana non sono lineari: periodi di convivenza si alternano a momenti di esclusione. Questa mostra invita a seguire ed esplorare questo percorso non sempre lineare.
fino al 14 giugno 2026
100 anni di riflessi. Gli Impressionisti da Monet a Bonnard
Parma, Palazzo Tarasconi
Un’occasione unica per immergersi nel cuore di un movimento che ha rivoluzionato il modo di vedere, sentire e rappresentare la realtà. Il percorso espositivo conduce il pubblico attraverso un viaggio ricco e articolato tra i grandi protagonisti dell’Impressionismo: Claude Monet, Alfred Sisley, Vincent van Gogh, Giovanni Boldini, Paul César Helleu, Eugène Isabey, Antoine Guillemet fino a Pierre Bonnard e agli artisti che ne hanno raccolto e sviluppato l’eredità. Accanto ai maestri del movimento, la mostra presenta anche le opere degli artisti della Scuola di Barbizon – Corot, Rousseau, Daubigny, Millet – figure fondamentali per la nascita della nuova sensibilità paesaggistica che avrebbe poi dato slancio all’Impressionismo.
fino al 28 giugno 2026
Il Simbolismo in Italia
Mamiano di Traversetolo (PR), Fondazione Magnani-Rocca
Bellezza, mistero, ossessione. Una delle più grandi mostre mai dedicate al Simbolismo italiano. Più di 150 opere — dipinti, sculture, incisioni — rivelano al grande pubblico la stagione più visionaria dell’arte italiana tra Otto e Novecento: un capitolo che si sviluppò in dialogo serrato con una tendenza internazionale che muoveva da varie declinazioni del preraffaellismo e da una cultura francese e mitteleuropea che aveva in Gustave Moreau e Arnold Böcklin alcuni dei suoi principali riferimenti. Eppure la via italiana al Simbolismo seppe elaborare una propria fisionomia, riconoscibile nella convergenza tra istanze spirituali e la costante riflessione sul mito e sul paesaggio capace di tenere insieme tradizione e modernità. La natura come organismo vivente, il mito come esperienza perturbante, la figura femminile come presenza ambivalente, il paesaggio come spazio dell’interiorità, il segno grafico come veicolo dell’invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra, concepite per restituire tutta la complessità e l’ampiezza dell’immaginario simbolista italiano.
fino al 26 luglio 2026
Bernardo Bertolucci. Il Novecento
Parma, Palazzo del Governatore
La mostra celebra il cinquantesimo compleanno del film “Novecento” di Bernardo Bertolucci. Presentato per la prima volta al 29° festival di Cannes nel maggio del 1976 (e in sala dal settembre successivo), e salutato da subito come un classico contemporaneo, il film è stato oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni e dispute che ne hanno fatto una delle opere più acclamate e discusse degli anni Settanta in Italia e nel mondo. Decennio questo che, insieme al racconto sul film, entra nella narrazione della mostra per attraversare la febbrile atmosfera intellettuale del periodo e con esso tutte le utopie del secolo breve. Il percorso espositivo si articola in quattro macro-sezioni che guidano il visitatore nella genesi di Novecento e nella sua eredità artistica tra materiali inediti, testimonianze d’epoca e opere pittoriche, ripercorrendo così un film che ha segnato profondamente la storia del cinema moderno e che rappresenta, ancora oggi, una chiave di lettura universale della storia sociale, politica e culturale del nostro Paese.
fino al 2 agosto 2026
Brian Eno. Seed + My Light Years
Parma, Complesso Monumentale di San Paolo e Ospedale Vecchio
Eno: musicista, compositore, produttore, artista multimediale. Nella città dei Farnese l’ex Roxy Music porta il suo immaginario sonoro con un progetto artistico diffuso, tra i più significativi del suo percorso creativo. “Seed” è un’installazione audio site-specific che si compone di molteplici tracce di musica generativa, tutte diverse, composte da Eno e diffuse sull’intera area di 8.000 metri quadrati dei Giardini di San Paolo. “My Light Years”, realizzata all’interno dell’Ospedale Vecchio, presenta per la prima volta in un unico luogo, in modo ampio e analitico, la collezione completa delle installazioni e delle opere audiovisive di Eno, offrendo una panoramica estesa del suo percorso artistico tra luce, suono e sistemi generativi.
fino al 13 settembre 2026
Erté. Lo stile è tutto
Fontanellato (PR), Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci
È stata prorogata fino al 13 settembre la mostra al Labirinto della Masone dedicata a Erté, uno dei massimi esponenti dell’Art Déco nel mondo. Scenografo, costumista e artista visivo tra i più poliedrici e visionari del Novecento, Erté seppe fondere in un linguaggio inconfondibile gli elementi decorativi e simbolici della modernità tra le due guerre. I suoi disegni, tra geometrie sofisticate ed eleganze impossibili, raccontano il mutare degli stili e l’inarrivabile mondo delle dive, ma anche il dialogo tra alta moda e cultura di massa. Presente con le sue opere nelle principali collezioni pubbliche e private del mondo, Erté è al centro di un’esposizione, a cura di Valerio Terraroli, che riunisce oltre centocinquanta lavori, molti dei quali mai esposti al pubblico, offrendo uno sguardo ampio e inedito sulla varietà e la ricchezza del suo universo creativo.
fino al 23 agosto 2026
Visioni necessarie. Fotografe italiane nelle collezioni di Fondazione Ago
Modena, Palazzina dei Giardini
Oltre 60 fotografie di 32 autrici — tra nuove acquisizioni e riscoperte — compongono un panorama ampio e articolato della fotografia contemporanea italiana al femminile. Il percorso espositivo, curato da Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, attraversa stili e temi diversi: dalla denuncia sociale alla ritrattistica d’autrice, dalla trasformazione del paesaggio urbano alle azioni performative. Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Grazie a questo bando, le collezioni di Fondazione Ago si arricchiscono di 24 opere di otto artiste fino a oggi non rappresentate: Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Carla Cerati, Daniela Comani, Paola Di Bello, Luisa Lambri e Ottonella Mocellin, autrice dell’immagine simbolo della mostra.
fino al 6 settembre 2026
20 Anni del Museo della Figurina
Modena, Museo della Figurina
Il Museo della Figurina celebra vent’anni di apertura al pubblico. Nato nel 2006 dalla donazione della collezione di Giuseppe Panini al Comune di Modena, il Museo racconta la storia e l’evoluzione della figurina, tra tutela del patrimonio, ricerca e sperimentazione contemporanea. Venti anni di mostre, attività educative e progetti che hanno trasformato la collezione originaria in uno spazio vivo di confronto, memoria e immaginazione condivisa. Per l’occasione, da mercoledì 18 febbraio a domenica 6 settembre, il Museo ospita un omaggio a Giuseppe Panini a trent’anni dalla sua scomparsa. Viene esposta inoltre la mitica figurina quasi introvabile dell’album Calciatori ‘63-‘64: il portiere dell’Atalanta Pier Luigi Pizzaballa. Dal 15 maggio a al 30 agosto con la mostra “Figurati Modena” verranno presentate una serie di illustrazioni su luoghi e personaggi della città, e dal 18 settembre al 10 gennaio il Museo della Figurina presenterà la mostra “Pinocchio” nell’ambito del Festivalfilosofia sul Caos.
fino al 14 giugno 2026
Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965
Bologna, MAMbo
L’esposizione, a cura di Claudio Spadoni e Pasquale Fameli, è la quarta e penultima tappa del progetto espositivo “MATTIA MORENI. Dalla formazione a ‘L’ultimo sussulto prima della grande mutazione’”, il più ampio mai dedicato all’artista (Pavia, 1920 – Brisighella, 1999). Il percorso, inteso come omaggio corale a Mattia Moreni, ne attraversa i quarant’anni di ricerca, rivelando al pubblico la forza e l’attualità di una delle voci più originali e irrequiete dell’arte italiana del secondo dopoguerra. “L’antologica di Bologna, 1965” riprende e reinterpreta la grande esposizione su Mattia Moreni curata da Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (oggi MAMbo), la prima personale dedicata a Moreni da un’istituzione pubblica italiana. In stretto dialogo con l’artista e amico, Arcangeli ne rilesse l’opera ribadendo l’urgenza di coltivare la pittura come uno specifico metodo di approccio al mondo, strumento di libera espressione soggettiva quanto di scandaglio critico della realtà. “Mattia Moreni. L’antologica di Bologna, 1965” rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5-8 febbraio).
fino al 12 luglio 2026
Lambrette a Bologna
Bologna, Museo del Patrimonio Industriale
Interessante focus espositivo dedicato alla Lambretta, icona della motorizzazione popolare, prodotta a partire dal 1947 nello stabilimento Innocenti di Lambrate. Negli anni diventa un fenomeno sociale, culturale e mediatico. È lo scooter ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960, appare in numerosi film, ha celebri testimonial come Jayne Mansfield, Totò e Macario, Adriano Celentano e Giorgio Gaber, il Quartetto Cetra e Raffaella Carrà.
fino al 19 luglio 2026
Ruth Orkin. The Illusion of Time
Bologna, Palazzo Pallavicini
Palazzo Pallavicini ospita un’antologica, la più ampia mai organizzata in Italia, dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, tra le più rilevanti del XX secolo. L’esposizione, curata da Anne Morin, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, che ripercorrono la traiettoria di una delle personalità più importanti della fotografia del Novecento e ne considerano il ruolo cruciale nella storia di questo genere espressivo. Per Ruth Orkin, la narrazione visiva si costruisce attraverso una successione dinamica di immagini, che prende ispirazione dal cinema, disciplina da cui fu sempre affascinata.
fino al 19 luglio 2026
Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia
Bologna, Palazzo Pallavicini
Una grande mostra dedicata a uno dei più raffinati maestri della fotografia del XX secolo. L’esposizione riunisce 126 fotografie in bianco e nero, 40 fotografie a colori, 42 dipinti e rari materiali d’archivio — tra cui riviste originali d’epoca e un documento filmico. La mostra comprende sia stampe vintage che moderne, primi lavori sperimentali e celebri immagini di moda realizzate per testate come Harper’s Bazaar. Un percorso che mette in luce ciò che distingue Leiter dai suoi contemporanei e spiega perché la sua opera continua a ispirare generazioni di fotografi. L’allestimento è concepito anche come un’esperienza immersiva e partecipativa: la disposizione degli spazi, delle luci e dei punti di vista invita i visitatori a osservare e a fotografare come faceva lo stesso Saul Leiter. Alcune sezioni della mostra sono studiate per consentire al pubblico di sperimentare in prima persona le sue modalità di inquadratura e composizione, ricreando giochi di riflessi, trasparenze e frammenti visivi tipici del suo sguardo poetico.
fino al 2 agosto 2026
Banksy Archive 01. The School of Bristol 1983-2005
Bologna, Palazzo Fava
L’esposizione offre una ricostruzione approfondita delle origini e dello sviluppo del linguaggio visivo di Banksy all’interno del contesto culturale e artistico in cui è emerso. Organizzata in trentadue sezioni, la mostra ricostruisce e contestualizza l’opera di Banksy nel suo specifico contesto formativo, evidenziando il ruolo della cosiddetta “Bristol School”.
fino al 27 settembre 2026
Bernd & Hilla Becher. History of a Method
Bologna, MAST
Fondazione MAST ospita un’ampia retrospettiva dedicata alla coppia di artisti tedeschi Bernd e Hilla Becher, figure centrali nella storia della fotografia del Novecento. La mostra, a cura di Gabriele Conrath-Scholl, Max Becher e Urs Stahel presenta per la prima volta in Europa la ricchezza e l’ampiezza tematica della loro opera. Nelle Galleries del MAST sono esposte oltre 350 fotografie originali in bianco e nero, affiancate da un ampio corpus di materiali di approfondimento. “Bernd & Hilla Becher. History of a Method” è articolata in 10 sezioni che analizzano in modo approfondito i temi e i metodi alla base dell’opera dei Becher. In dialogo con la mostra, il Foyer del MAST ospita un’esposizione dedicata ai fotografi della Scuola di Fotografia di Düsseldorf, con opere di Andreas Gursky, Thomas Struth, Thomas Ruff e Tata Ronkholz provenienti dalla Collezione MAST, che mette in luce l’eredità e l’attualità del metodo dei Becher attraverso le ricerche delle generazioni successive.
fino al 10 gennaio 2027
VIVA VARDA! Il cinema è donna
Bologna, Galleria Modernissimo
A Bologna la mostra monografica dedicata alla prima regista donna insignita dell’Oscar alla carriera e vincitrice a Cannes, Venezia, Berlino e Locarno: Agnès Varda. Un viaggio straordinario lungo 1.200 mq su una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila.
fino al 19 luglio 2026
Andy Warhol. Ladies and Gentlemen
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Nel cinquantesimo anniversario dell’epocale mostra “Ladies and Gentlemen” del 1975-76, che ha portato a Palazzo dei Diamanti una delle più carismatiche figure del Novecento, Andy Warhol, la città estense accoglie nuovamente i capolavori del padre della Pop Art. Non una semplice riedizione di quell’esposizione leggendaria, ma anche un’occasione per ammirare una selezione dei suoi più famosi ritratti e autoritratti. La serie “Ladies and Gentlemen” ha contribuito a ridefinire il genere del ritratto in chiave contemporanea. Dopo aver esplorato i miti della società dello spettacolo, dando forma a icone immortali, Warhol presentava in anteprima mondiale un ciclo dedicato ad anonime drag queen afro e latinoamericane. Rivolgendosi per la prima volta a soggetti marginalizzati, focalizzava l’attenzione sull’individuo, sulla sua identità e sulla sua rappresentazione. La mostra presenta una eccezionale selezione di oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, provenienti da importanti musei e collezioni, e propone un’immersiva rievocazione dell’esposizione del 1975-76 a cui si accompagna un viaggio nell’universo della ritrattistica warholiana.
fino al 28 giugno 2026
Barocco – Il Gran Teatro delle Idee
Forlì, Museo Civico San Domenico
A seguito di un’approfondita riflessione sulle diverse declinazioni di questo movimento artistico e sui suoi principali interpreti, la mostra forlivese intende offrire una visione d’insieme della cultura barocca: dal dibattito delle idee che la generarono, ai protagonisti che le diedero forma, fino al ruolo determinante delle committenze e alla rappresentazione del potere che ne influenzò lo sviluppo. Se Roma è al centro e all’avvio di questa mirabile stagione, con la sua diffusione e il cambiamento del quadro politico internazionale, soprattutto nella seconda metà del Seicento, i suoi esiti e il suo influsso caratterizzeranno il linguaggio e la cultura delle nuove corti europee.
fino al 19 luglio 2026
Benni Bosetto. Rebecca
Milano, Pirelli HangarBicocca
Pirelli HangarBicocca presenta “Rebecca”, la prima mostra personale di Benni Bosetto in uno spazio museale. Concepite come un ambiente da abitare, le opere trasformano il museo in uno spazio domestico e immaginativo, dove leggerezza, riposo e piacere assumono una valenza critica. La mostra si configura come un “manifesto sensibile” che riflette su alcune delle tensioni più urgenti del presente — tra libertà e controllo, autodeterminazione e costrizione, produttività e desiderio — affermando il sognare a occhi aperti come forma di resistenza.
fino al 26 luglio 2026
Rirkrit Tiravanija. The House That Jack Built
Milano, Pirelli HangarBicocca
Prima retrospettiva dedicata alla ricerca architettonica e spaziale di Rirkrit Tiravanija, una delle figure contemporanee più significative del panorama internazionale e tra i principali esponenti dell’arte relazionale. Il suo lavoro si colloca tra arte e vita, creando ambienti vivi e partecipativi. Nelle Navate di Pirelli HangarBicocca, il pubblico viene guidato all’interno di un gigantesco labirinto, dove ogni incontro diverrà occasione per un’esperienza condivisa: di gioco, di relax, di cura, di convivialità e di partecipazione.
fino al 4 ottobre 2026
Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present
Milano, Triennale
Una monografica dedicata ad Andrea Branzi, architetto, designer, docente, teorico, critico, curatore e artista: una figura centrale nella cultura del design italiano e nel pensiero progettuale tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese e vincitore del Pritzker Prize Toyo Ito, questa mostra presenta i temi e i progetti più significativi del designer italiano. Il percorso mette in dialogo installazioni, oggetti e disegni evidenziando temi centrali del pensiero di Branzi come la fragilità, l’ibridazione e la convivenza planetaria, con un focus biografico. L’esposizione ripercorre anche il suo legame con Triennale Milano e Fondation Cartier e include un’installazione dedicata a “No-Stop City” (1969–72), progetto simbolo del pensiero radicale sulla metropoli contemporanea.
fino al 9 novembre 2026
Mona Hatoum. Over, under and in between
Milano, Fondazione Prada
“Over, under and in between” è un progetto site-specific concepito dall’artista Mona Hatoum per la sede di Milano che invita a riflettere sull’instabilità dei nostri tempi e sulla precarietà dell’esistenza. Le tre installazioni che compongono la mostra esplorano alcuni elementi identitari del vocabolario artistico di Hatoum: la ragnatela, la mappa e la griglia. La loro presenza riattiva lo spazio dell’edificio Cisterna – che un tempo ospitava i silos e i serbatoi della ex distilleria di alcolici situata nel complesso della Fondazione Prada. I tre lavori, indipendenti l’uno dall’altro, rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore.
fino al 26 luglio 2026
Io sono un architetto. Ettore Sottsass
Pistoia, Palazzo Buontalenti
L’esposizione presenta oltre 1.400 opere tra disegni, progetti, fotografie, materiali documentari e oggetti di design, che coprono un arco temporale di circa trent’anni, dall’immediato dopoguerra agli anni Settanta del ’900. Ricondurre Sottsass a un’identità univoca è un’impresa tutt’altro che semplice. Pittore, grafico, editore, fotografo, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, Sottsass ha attraversato il secolo scorso con uno sguardo critico, solo apparentemente disincantato, in realtà partecipe e sensibile.
fino al 23 agosto 2026
Rothko a Firenze
Firenze, Palazzo Strozzi
La Fondazione Palazzo Strozzi presenta una delle più importanti mostre mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970), indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, “Rothko a Firenze” rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.
fino al 30 agosto 2026
Verita Monselles. CARNALE
Prato, Centro Pecci
Il Centro Pecci presenta la prima mostra in un centro d’arte contemporanea italiano dedicata all’artista e fotografa Verita Monselles, la cui opera esplora i linguaggi legati al pensiero femminile e femminista attraverso la moda e i generi del ritratto e del nudo. Verita Monselles (1929, Buenos Aires – 2004, Firenze) ha usato la fotografia come strumento di riappropriazione di sé e della soggettività femminile, meccanismo con cui disfarsi delle immagini stereotipate della donna-oggetto prodotte dalla cultura dominante nei media e nella pubblicità. Spesso sottilmente ironica e metaforica, Monselles interviene sui simboli della tradizione patriarcale e religiosa, smontandoli.
dal 18 giugno al 4 ottobre 2026
Harry Gruyaert. Retrospettiva
Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Tra gli anni Settanta e Ottanta Harry Gruyaert (Belgio, 1941), membro di Magnum Photos, è stato uno dei pochi fotografi europei a conferire al colore una dimensione puramente creativa: una percezione emotiva, non narrativa, e una visione del mondo radicalmente grafica. Oggi, il successo di Harry Gruyaert è internazionale. La mostra, a cura di François Hébel, direttore artistico di CAMERA Torino, rappresenta la sua prima grande retrospettiva in Italia. Costruita secondo un percorso cronologico, l’esposizione si apre con i TV shots, un’esperienza unica di dialogo tra le prime televisioni a colori e la fotografia. Il percorso illustra l’evoluzione del suo linguaggio grafico, influenzato dai numerosi viaggi, nei quali ogni Paese si distingue, ai suoi occhi, per specifiche qualità cromatiche. La sua ricerca artistica ha inoltre beneficiato dell’evoluzione delle tecniche fotografiche, dal film Kodachrome e dalla stampa Cibachrome del XX secolo fino alle ampie possibilità offerte dal digitale nel XXI secolo.
fino al 18 ottobre 2026
Pignotti 100. Pop-esie visive
Rovereto (TN), MART
Il Mart dedica un approfondimento a Lamberto Pignotti (Firenze, 26 aprile 1926), tra i padri fondatori della Poesia visiva italiana, in occasione del suo centenario della nascita e in collaborazione con il Collegio Cairoli di Pavia. Un omaggio doveroso a un pioniere che, dal Gruppo 70 al Gruppo 63, ha segnato profondamente la neoavanguardia italiana, ha studiato e in qualche modo “rovesciato” il mondo dei media con ironia critica, decostruendo la società dei consumi e giocando con il linguaggio per renderlo “visibile” e interrogativo. La mostra si concentra principalmente sugli anni Sessanta e Settanta – il periodo più rivoluzionario e fertile della ricerca di Pignotti – che teorizzò e praticò la poesia tecnologica e visiva, intrecciando parola, immagine, fotografie di cronaca, inserti pubblicitari e linguaggi della comunicazione di massa e pop.
dal 14 giugno al 11 ottobre 2026
Animacies
Merano (BZ), Kunst Merano Arte
La mostra collettiva “Animacies” esplora nuovi modi di pensare e raccontare le relazioni tra Europa e Asia. Attraverso installazioni, pittura e fotografia, le artiste e gli artisti mettono in discussione criticamente strutture di pensiero occidentali, proponendo visioni alternative della storia, delle comunità e dell’identità culturale. Al centro di questa riflessione c’è l’idea di “Animacy”, che mette in discussione la tradizionale divisione tra vivente e non vivente. In questa visione, anche gli oggetti e i materiali sono considerati possedere una sorta di vitalità e capacità di agire. La mostra esplora come materiali come i tessuti, le materie prime o gli artefatti possano influenzare la costruzione di strutture sociali, relazioni economiche e concezioni spirituali. Particolare attenzione è rivolta a prospettive di regioni spesso marginalizzate nel discorso globale: Bangladesh, Indonesia, Mongolia, Filippine e la diaspora indiana delle Fiji. Queste esperienze non sono lette come periferiche, ma come punti di partenza per forme alternative di conoscenza e di interazione culturale.
immagine in evidenza: “Erté. Lo stile è tutto” al Labirinto della Masone
