La nuova edizione di l’Altro Suono festival, c’è anche John Zorn

John Zorn

L’anteprima con la Barcelona Gipsy balKan Orchestra, il Royal Ballet of Cambodia, il ritorno di Rock all’Opera, Maarja Nuut & Ruum, la prima assoluta di CrossOpera e il gran finale con John Zorn.

Da febbraio a maggio 2020 torna l’Altro Suono festival, la rassegna curata dalla Fondazione Teatro Comunale di Modena che, assecondando il progressivo assottigliarsi dei confini fra i generi musicali e la loro commistione, esplora le contaminazioni sonore a livello globale.

La manifestazione si aprirà in anteprima giovedì 20 febbraio con la Barcelona Gipsy balKan Orchestra, un ensemble internazionale con sede a Barcellona che ha riscosso l’interesse del pubblico di tutta Europa per la sua reinterpretazione genuina della musica tradizionale dei Balcani, del Medio Oriente e del Mediterraneo. La siciliana Margherita Abita è la nuova cantante del gruppo che ha costruito un programma lanciando nel 2020 il suo originale Nova Era Italian Tour.

Royal Ballet of Cambodia
Royal Ballet of Cambodia

Mercoledì 15 aprile sarà la volta del Royal Ballet of Cambodia accompagnato dal suo ensemble vocale e strumentale. Il complesso rappresenta la massima espressione istituzionale della danza Khmer, una delle più note espressioni artistiche tradizionali della Cambogia e un’icona della cultura storica del Paese. Soppressa quasi interamente durante la dittatura di Pol Pot negli anni Settanta, questa antica danza femminile è riemersa alla fine degli anni Ottanta come segno di rinascita riaffermandosi insieme al suo glorioso Royal Ballet che si è esibito in moltissimi Paesi fra cui Stati Uniti, Giappone, Belgio, India, Danimarca, Cina, Francia, Italia e Russia.

Giovedì 23 aprile tornerà Rock all’Opera, iniziativa originale giunta alla sua quinta edizione e nata dalla stretta collaborazione fra Teatro Comunale e Centro Musica di Modena (progetto pilota che la Regione Emilia-Romagna ha creato nel 1994 in seno al Comune di Modena per dare spazio alla creatività giovanile). Lo spettacolo coinvolge un gruppo emergente selezionato attraverso un concorso aperto alle band della Regione Emilia-Romagna, e porta ogni anno sul palcoscenico del Teatro Pavarotti il progetto vincitore. Il gruppo prescelto viene seguito nella composizione, esecuzione e messa in scena di una rock opera/concept album sotto la guida di un pool di esperti e con la regia di Tony Contartese. The Summit, il titolo di quest’anno, è firmato dalla cantante Gaia Bedini col suo gruppo formato da Nicolò Bertoni alla batteria, Luca Bonfigli e Michele Zanasi alla chitarra e Mattia Fazio al basso.

Maarja Nuut & Ruum
Maarja Nuut & Ruum

Martedì 5 maggio, alla Chiesa di San Carlo, il festival presenta Maarja Nuut & Ruum, due musicisti estoni che propongono una formula inedita e contemporanea che unisce il violino e la voce all’elettronica in un seducente viaggio interiore e psichedelico, fra passato e futuro, tradizione e modernità. Maarja Nuut è cantante, violinista e compositrice conosciuta per le sue performance coinvolgenti, spesso ipnotiche. Nato a Tartu, Ruum utilizza sintetizzatori digitali e registrazioni ambientali per creare paesaggi sonori sperimentati sia per il teatro che in diverse collaborazioni musicali.

Venerdì 8 e domenica 10 maggio andrà in scena la prima assoluta di CrossOpera: Otherness, fear and discovery in programma anche per la stagione lirica del Teatro. Si tratta di un’opera creata insieme al Landestheater di Linz e al Serbian National Theatre di Novi Sad che prevede la presenza di 12 musicisti e 6 cantanti provenienti dai tre diversi Paesi. L’opera è divisa in tre episodi, ognuno commissionato a un compositore proposto dai rispettivi teatri: l’italiano Luigi Cinque, il tedesco Valentin Ruckebier e la serba Jasmina Mitrusic. Il progetto, vincitore del programma Europa Creativa e sostenuto dall’Unione Europea, si è affermato con la volontà di dar forma a un’opera dedicata ai diversi aspetti dell’integrazione culturale legata ai flussi migratori che interessano l’Europa in misura crescente in questi decenni.

Il Teatro di Modena produrrà a maggio 2020 insieme ad AngelicA festival di Bologna un progetto esclusivo con due concerti di John Zorn, un mito dell’avanguardia newyorkese fra jazz e musica colta, in cui il musicista presenterà sue opere sia nel campo dell’improvvisazione sia della composizione classica contemporanea. Sabato 30 maggio alla Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, in programma per AngelicA, il musicista presenterà “The Hermetic Organ”. Sorprendendo i suoi stessi conoscitori, è dal 2011 che Zorn presenta rari concerti per organo in chiese americane ed europee, improvvisazioni concepite come esperienze estatiche e trascendenti che offrono uno sbocco perfetto al drammatico senso del colore e del contrasto tipici della sua immaginazione compositiva. La serata di domenica 31 maggio presso il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena si aprirà invece con il musicista sul palco con il suo sax alle 19 per “The Classic Guide To Strategy”, performance a carattere improvvisativo per la durata di mezz’ora circa. Alle 21 sarà la volta di due opere meticolosamente notate e appartenenti allo Zorn compositore classico-contemporaneo: “Encomia” (2018), eseguita dal pianista americano Stephen Gosling, e “Jumalattaret” (2012) ciclo di canzoni con Barbara Hannigan, soprano e direttrice d’orchestra tra le più celebrate interpreti contemporanee.

Info: www.teatrocomunalemodena.it/spettacoli/laltro-suono/

 

Lighthouse Chapel
Lighthouse Chapel

È stato presentato anche il programma di Dentro Le Note, ciclo di incontri collaterali a l’Altro Suono festival nato dalla collaborazione tra Università di Modena e Reggio Emilia e Teatro Comunale con lo scopo di coinvolgere un pubblico di studenti e appassionati spinti dal desiderio di esplorare il mondo della musica attraverso il racconto dei suoi protagonisti.

Il primo incontro sarà sabato 14 marzo alle 17.30 al Ridotto del Teatro Pavarotti con La maschera nella cultura Igbo, a cura dell’Associazione Njiko Ndigbo – Modena e Provincia, costituita alla metà degli anni novanta per promuovere la cultura Igbo della Nigeria e da sempre impegnata nel dialogo interculturale.

Sabato 21 marzo, sempre alle 17.30, sarà la volta di Danze e musica dal cuore dell’est Europa che ospiterà l’Associazione Mosaico dell’Est, nata una decina di anni fa e impegnata a valorizzare la cultura dei paesi dell’Est Europa attraverso i diversi linguaggi espressivi dalla musica, della danza e del canto.

Sabato 28 marzo l’incontro sarà con La vita delle comunità Gospel, protagonisti questa volta il gruppo degli Explorers of sda Church e il Lighthouse Chapel che esprime e interpreta con energia lo spirito Gospel tradizionale Ghanese.

Info: www.teatrocomunalemodena.it/spettacoli/dentro-le-note/

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