Le mostre da vedere, secondo noi

Silvia Camporesi, Circular View

Pittura, scultura, fotografia, architettura, grafica, design. La nostra guida aggiornata alle mostre da vedere in programma a Reggio Emilia, Parma, Modena, Bologna, in Romagna ma anche a Milano, Torino, in Veneto e in Toscana.

 


dal 17 al 26 gennaio 2020

Art City Bologna – Art Week
Bologna, vari luoghi
Si svolge dal 17 al 26 gennaio l’Art Week che segna l’ottava edizione di Art City Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera (24-26 gennaio 2020). Numerose proposte espositive che inaugurano in occasione di questa settimana dell’arte proseguiranno fino a primavera inoltrata, confermando la vocazione alla progettualità e la vitalità che la città esprime nel contemporaneo. Anche quest’anno il pubblico di addetti ai lavori, appassionati e curiosi d’arte, cittadini e turisti potrà immergersi nell’atmosfera di effervescente vitalità che nell’ultimo weekend di gennaio attraverserà Bologna in tutte le sue possibili direttrici e vedrà come catalizzatore policentrico il Main program articolato in un Special project e 22 Main projects tra mostre, installazioni e performance, tutti a ingresso gratuito. (foto: Silvia Camporesi, Circular View, 2018)


dal 4 dicembre 2019

Jean-Luc Godard: le Studio d’Orphée
Milano, Fondazione Prada


dal 6 dicembre 2019

Jules Van Biesbroeck. L’anima delle cose
Modena, La Galleria. Collezione e Archivio Storico


dal 13 gennaio al 3 maggio 2020

Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo
Parma, Palazzo del Governatore


dal 14 gennaio al 15 marzo 2020

Parma è la Gazzetta – Cronaca, cultura, spettacoli, sport: 285 anni di storia
Parma, Palazzo Pigorini


dal 17 gennaio al 29 febbraio 2020

Novecento privato. Da De Chirico a Vedova
Milano, Galleria Bottegantica


dal 17 gennaio al 13 aprile 2020

Steve McCurry. Leggere
Monza, Arengario


dal 18 gennaio al 2 febbraio 2020

Diritti nel ghetto
Reggio Emilia, Sinagoga


dal 18 gennaio al 9 febbraio 2020

Mil – Federica Parizzi. Komorebi
Parma, Cubo


dal 18 gennaio al 22 marzo 2020

Muntadas. Interconnessioni
Bologna, Villa delle Rose


dal 18 gennaio al 7 giugno 2020

Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini
Brescia, Palazzo Martinengo


dal 19 gennaio al 8 marzo 2020

Amatissime. Memoria di lotta e lavoro delle operaie tessili reggiane
Reggio Emilia, Spazio Gerra

Amatissime, la mostra allo Spazio Gerra sulle lotte delle lavoratrici tessili reggiane

La mostra, che inaugura sabato 18 gennaio alle 17, ripercorre le lotte delle lavoratrici tessili reggiane tra gli anni Sessanta e Settanta, tracciando i contorni delle principali esperienze di conflittualità e delle numerose forme di solidarietà sviluppatesi tra fabbrica e territorio.
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dal 25 gennaio al 3 maggio 2020

Paola Agosti

Uniform Into The Work/Out Of The Work
Bologna, MAST
Sabato 25 gennaio al MAST di Bologna apre al pubblico “Uniform Into The Work/Out Of The Work“, il nuovo progetto espositivo curato da Urs Stahel dedicato alle uniformi da lavoro che, attraverso oltre 600 scatti di grandi fotografi internazionali, mostra le molteplici tipologie di abbigliamento indossate dai lavoratori in contesti storici, sociali e professionali differenti.
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fino al 19 gennaio 2020

De Chirico
Milano, Palazzo Reale

Raffaello e gli amici di Urbino
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche | Palazzo Ducale di Urbino

Ricordo di Anna Cantoni nel centenario della nascita 1919-2019
Reggio Emilia, Galleria Parmeggiani

Lele Saveri. Hong Kong Barricades
Milano, Triennale

Lele Saveri - Hong Kong Barricades

Nell’ottobre del 2014 Lele Saveri arriva a Hong Kong per insegnare. Appena atterrato, gli è impossibile non notare le articolate strutture che bloccano le strade. In quei giorni migliaia di persone, guidate da un gruppo di studenti, sono scese in strada contro la riforma elettorale: è cominciata quella che passerà alla storia come la rivoluzione degli ombrelli. Saveri capisce di essere di fronte a un evento storico e passa il resto del suo viaggio per le strade, entra in contatto con le persone, scatta fotografie. Ispirata nell’allestimento ai Freedom Walls nati spontaneamente nelle strade di Hong Kong come spazi d’informazione e libera espressione, la mostra è testimonianza e omaggio di Lele Saveri «a tutti coloro che mettono a repentaglio la propria vita per combattere l’oppressione».


fino al 26 gennaio 2020

Matteo Cibic. Paradiso dreams
Montelupo Fiorentino (FI), Palazzo Podestarile

Art Nouveau. Il trionfo della bellezza
Venaria Reale (TO), Reggia

L’Adorazione dei Magi di Artemisia Gentileschi
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini

Giapponismo. Venti d’oriente nell’arte europea. 1860 – 1915
Rovigo, Palazzo Roverella
Sul finire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera Arte europea. Un potente vento di rinnovamento, se non proprio un uragano, che dall’Oriente investiva modelli, consuetudini stratificate nei secoli, conducendo l’arte del Vecchio Continente verso nuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi.
Accanto ai capolavori di Gauguin, Touluse Lautrec, Van Gogh, Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha si potranno ammirare le tendenze giapponiste nelle opere degli inglesi Albert Moore, Sir John Lavery e Christopher Dresser; degli italiani Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Antonio Mancini, Antonio Fontanesi e Francesco Paolo Michetti con il suo capolavoro La raccolta delle zucche; e ancora i francesi Pierre Bonnard, Paul Ranson, Maurice Denis ed Emile Gallé; i belgi Fernand Khnopff e Henry Van De Velde. (Emil Orlik, Paesaggio con il monte Fuji, 1908, Courtesy Daxer & Marschall Gallery, Monaco)


fino al 30 gennaio 2020

Marco Gastini, Miles, 1981, pitture, pergamena e stagno su tela, cm. 147x202,5

Alfabeti pittorici. Opere scelte dagli anni ’60 ad oggi
Reggio Emilia, Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO
Una collettiva che permette di documentare, attraverso lo sguardo attento del collezionista, la complessa vicenda artistica passata e recente, avvalendosi di alfabeti, linguaggi e modalità prettamente estetiche e di forte impatto emotivo. A partire da una base comune, materiali, colori, segni grafici, alfabeti si caratterizzano in tantissime varianti, grazie alla creatività dei diversi artisti presentati in questa mostra, come Jean Fautrier, Marco Gastini, Giorgio Milani, Giorgio Griffa, Herbert Hamak, Nunzio e Angelo Savelli. (Marco Gastini, Miles, 1981)


fino al 31 gennaio 2020

Mimmo Paladino. La regola di Piero
Arezzo, sedi varie

Oro, 1320 – 2020. Dai Maestri del Trecento al Contemporaneo
Milano, Galleria Salamon


fino al 1 febbraio 2020

Helicopter’s days. I Queen di Denis O’Regan
Bologna, ono arte contemporaneo


fino al 2 febbraio 2020

Dagli Impressionisti a Picasso
Conegliano (TV), Palazzo Sarcinelli


fino al 9 febbraio 2020

Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Capolavori dell’arte giapponese
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo

Milano anni 60

Milano anni 60. Storia di un decennio irripetibile
Milano, Palazzo Morando
L’esposizione ripercorre quella stagione di grande splendore, vissuta dal capoluogo lombardo, caratterizzata da un irrefrenabile fermento creativo, da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra, che prese avvio con la costruzione dei primi grattacieli e si arrestò bruscamente il 12 dicembre 1969 con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura. In mostra, fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che fanno rivivere l’atmosfera di quell’epoca. (© Archivi Farabola)


fino al 10 febbraio 2020

Leonardo e la Madonna Litta
Milano, Museo Poldi Pezzoli


fino al 15 febbraio 2020

Emozione barocca. Il Guercino a Cento
Cento (FE), Pinacoteca San Lorenzo e Rocca


fino al 16 febbraio 2020

Mona Osman – Rhizome and the dizziness of freedom
Helen Cammock – Che si può fare

Reggio Emilia, Collezione Maramotti
Due nuove proposte dalla Collezione Maramotti. Cresciuta e vissuta tra Budapest, Nizza, Londra e Bristol, Mona Osman è alla sua prima mostra italiana. Nei suoi nuovi dipinti l’artista affianca episodi biblici a nozioni tratte dalla filosofia esistenzialista, sviluppando pittoricamente una densa riflessione teorica e spirituale sulla ricerca del Sé. Nell’opera dell’inglese Helen Cammock si intrecciano la narrativa femminile incentrata sulla perdita e sulla resilienza con la musica barocca composta da musiciste del Seicento. La mostra include un libro d’artista recentemente realizzato, un film, una serie di incisioni su vinile, un fregio serigrafato e una stanza di ricerca in cui sono esposti libri e oggetti raccolti da Cammock e a lei donati durante il suo lavoro portato avanti in Italia. (Helen Cammock, Chorus 1, 2019 – still del film, video HD, 3 schermi – Courtesy and © Helen Cammock)


fino al 22 febbraio 2020

Greta Schödl, Leila Mirzakhani, Nina Carini. Partiture illeggibili
Bologna, LABS Gallery


fino al 23 febbraio 2020

Strumenti musicali etnici dal mondo
Reggio Emilia, Chiostri di San Domenico
La “ghironda”, l’ocarina maya, la “kalimba africana”, il violino “Stroho”. Alle porte di Reggio Emilia, a San Martino in Rio, Danilo Righi ha messo insieme una raccolta di strumenti musicali d’epoca d’eccezione provenienti da tutto il mondo. La mostra “Strumenti etnici dal mondo” raccoglie più di 70 pezzi da collezione, molti dei quali settecenteschi, tra fisarmoniche, clarinetti, pianoforti, fagotti, chitarre di ogni genere, classiche, lira e mezza lira, ma anche strumenti particolari provenienti da ogni parte del mondo, come le bellissime trombe tibetane alte fino a tre metri.


fino al 28 febbraio 2020

Paolo Gotti. Oltre i confini
Bologna, Temporary Gallery


fino al 1 marzo 2020

Zavattini oltre i confini. Un protagonista della cultura internazionale
Reggio Emilia, Palazzo da Mosto

Zavattini oltre i confini. Un protagonista della cultura internazionale

La mostra indaga il ruolo – cruciale – di Cesare Zavattini nel promuovere la cultura italiana del secondo Novecento, e in particolare il neorealismo, in Europa e nel mondo. In mostra materiali documentari e iconografici, alcuni dei suoi inseparabili oggetti (la macchina da scrivere, il basco, la borsa da viaggio), oltre ai 150 quadri della celebre collezione di 8×10 che Cesare Zavattini ha raccolto nel corso degli incontri con alcuni tra i più importanti artisti del Novecento. L’ultima sala è dedicata agli scatti inediti di Gianni Berengo Gardin realizzati per il libro fotografico “Un Paese vent’anni dopo”.)

Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe
Venezia, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge

Immaginaria. Logiche d’arte in Italia dal 1949
Terni, Palazzo Montani Leoni

Guggenheim. La Collezione Thannhauser da Van Gogh a Picasso
Milano, Palazzo Reale

Van Gogh, Monet, Degas – The Mellon Collection
Padova, Palazzo Zabarella

La Galleria de’ Foscherari 1962 – 2018
Bologna, MAMbo, Project Room

Koo Jeong A. OooOoO
Milano, Triennale

Koo Jeong A. OooOoO

Un grande skatepark multisensoriale progettato dall’artista sudcoreana Koo Jeong A che, fin dagli anni Novanta, lavora sulla reinvenzione degli spazi attraverso installazioni site-specific esperienziali e partecipative. L’installazione è animata dalla musica di Koreless, un produttore di musica elettronica con sede a Glasgow. (foto di LEscaut-Francois Lichtle)


fino al 8 marzo 2020

What a wonderful world. La lunga storia dell’Ornamento tra arte e natura
Reggio Emilia, Palazzo Magnani e Chiostri di San Pietro
L’esposizione è un affascinante percorso nella lunga storia dell’Ornamento tra arte e natura, dall’età antica ai grandi protagonisti della storia dell’arte, con opere di autori quali Albrecht Dürer, Leonardo da Vinci, Giovan Battista Piranesi, William Morris, Koloman Moser, Maurits Cornelis Escher, Pablo Picasso, Henri Matisse, Giacomo Balla, Andy Warhol, Keith Haring, Peter Halley, Shirin Neshat. La mostra rivela i significati profondi dell’Ornamento, visto non più come semplice e superficiale abbellimento, ma quale fenomeno che investe la quotidianità e il nostro rapporto con la dimensione estetica, attraversando processi storici sottesi, intrecci tra culture, prestiti di natura filosofica, sociologica e antropologica.

Ritratto di giovane donna del Correggio

Ritratto di giovane donna del Correggio – Un capolavoro dal Museo Ermitage di San Pietroburgo
Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro
Per cinque mesi i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia accoglieranno uno dei capolavori del Rinascimento: il Ritratto di giovane donna del Correggio. L’opera, eccezionale prestito dal Museo Ermitage di San Pietroburgo, è certamente il più importante ritratto eseguito dal pittore e giunge in una delle terre d’elezione dell’artista reggiano, a cinque secoli dalla sua esecuzione.

Un paese ci vuole. Fotografie tra luoghi e persone del nostro territorio
Soliera (MO), Castello Campori

Un paese ci vuole

In esposizione un centinaio di opere fotografiche realizzate da dieci giovani artisti, selezionati dal collettivo TerraProject, che hanno vissuto per una settimana a Soliera nel settembre 2018. “Un paese ci vuole” cita “La luna e i falò” di Cesare Pavese ed è una nuova ricognizione geografica e sociale di un territorio, una narrazione collettiva, frammentaria e “laterale”. (© TerraProject)

L’intelligenza non ha sesso. Adriana Bisi Fabbri e la rete delle arti (1900 – 1918)
Milano, Museo del Novecento

Da Guercino a Boulanger. La Madonna di Reggio, diffusione di un’immagine miracolosa
Reggio Emilia, Palazzo dei Musei

Da Guercino a Boulanger. La Madonna di Reggio. Diffusione di un’immagine miracolosa

Tredici opere emblematiche, di cui dieci in mostra e tre inamovibili approfondite in catalogo, illustrano la rapida diffusione dell’iconografia della Madonna della Ghiara in Italia a cavallo tra XVI e XVII secolo, rispondendo ad esigenze devozionali di differenti ambiti sociali, culturali e geografici.


fino al 15 marzo 2020

La Collezione Farina. Arte e Avanguardia a Ferrara 1963-1993
Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea


fino al 29 marzo 2020

Carlo Scarpa. Vetri e disegni. 1925-1931
Verona, Museo di Castelvecchio, sala Boggian


fino al 5 aprile 2020

Il Tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght
Verona, Palazzo della Gran Guardia


fino al 10 aprile 2020

Nicoletta Moncalieri. Enigmi e voluttà
Reggio Emilia, BFMR & Partners Dottori Commercialisti Revisori Legali


fino al 12 aprile 2020

Picasso e la sfida della ceramica
Faenza (RA), MIC


fino al 13 aprile 2020

Bici davvero!

Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie
Modena, Museo della Figurina
Un lungo viaggio di due secoli nella storia della bicicletta, raccontata attraverso 350 pezzi, tra album e figurine. Tra le curiosità, una sezione che celebra Fausto Coppi, a cent’anni dalla nascita, e una serie di biciclette d’epoca, come la penny-farthing di fine Ottocento.

Raphael Ware. I colori del Rinascimento
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche | Palazzo Ducale di Urbino

Yael Bartana. Cast Off
Modena, Palazzo Santa Margherita

Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi
Vicenza, Basilica Palladiana

De Nittis e la rivoluzione dello sguardo
Ferrara, Palazzo dei Diamanti

Kenro Izu. Requiem for Pompei
Modena, FMAV Fondazione Modena Arti Visive – MATA

Kenro Izu

L’esposizione, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, presenta 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese alla Fondazione di Modena, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C. La mostra è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei che per l’occasione presta alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime. (Kenro Izu, Necropoli di Porta Nocera, Pompei, 2016)


fino al 26 aprile 2020

Rocca di Vignola

Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario
Vignola (MO), Rocca
Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei, fino a primavera 2020. La rassegna vede alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri, con lo scopo di essere un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando un’esplicita continuità culturale.


fino al 31 maggio 2020

Natura in posa. Capolavori dal Kunsthistorisches Museum di Vienna in dialogo con la fotografia contemporanea
Treviso, Complesso di Santa Caterina


dal 18 maggio 2019

talking teens

Talking Teens – Le Statue Parlano!
Parma, piazze della città
Dal 18 maggio scorso, nella città ducale, le statue parlano, grazie a un progetto innovativo di valorizzazione culturale fatto dagli adolescenti e accessibile a tutti. Un viaggio nel tempo che unisce umanesimo e tecnologia: un percorso tra 16 statue delle piazze della città di Parma – tra queste, quelle di Giuseppe Verdi, Vittorio Bottego, Il Parmigianino, Il Partigiano, Padre Lino, Filippo Corridoni, Giuseppe Garibaldi, Il Correggio, Arturo Toscanini – che prenderanno vita attraverso una telefonata attivata tramite App, QR code o telefonata tradizionale. A prestare la voce un folto gruppo di attori tra cui Lino Guanciale, Franco Nero, Marco Baliani.


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