Le mostre da vedere, secondo noi

Luigi Ghirri

dal 18  ottobre al 3 novembre 2019

10° ColornoPhotoLife
Colorno (PR), Reggia
La Reggia di Colorno – nelle sue varie aree espositive insieme agli spazi pubblici del borgo antistante – accoglie le mostre e le attività del X ColornoPhotoLife, festival nazionale nato dalla passione del fondatore Gigi Montali e dall’entusiasmo dei volontari del Circolo fotografico Color’s Light. All’interno del ricco programma di mostre spicca “Luigi Ghirri, Il labirinto e la sua mappa”, curata dallo CSAC, che per la prima volta espone una significativa selezione delle stampe selezionate nel 1991 per “Viaggio dentro un antico labirinto”. L’esposizione dedicata al fotografo di Scandiano è però solo uno dei motivi di interesse di una rassegna che propone inoltre negli spazi della Reggia e in quelli collegati a Parma le personali di Sara Munari e una piccola raccolta di Giovanni Chiaramonte, le mostre di fotografi emergenti come Francesco Comello e Lorenzo Zoppolato insieme ad altre di interessanti autori del panorama nazionale. [Luigi Ghirri, Formigine (Modena), 1985]


dal 17 ottobre al 24 novembre 2019

The bright side of the moon
Parma, Spazio BDC28


dal 17 ottobre 2019 al 1 marzo 2020

Guggenheim. La Collezione Thannhauser da Van Gogh a Picasso
Milano, Palazzo Reale


fino al 27 ottobre 2019

10^ Festival della Fotografia Etica
Lodi, luoghi vari
10^ Festival della Fotografia Etica
Il Festival festeggia la sua decima edizione, un percorso che lo ha portato ad essere un punto di riferimento all’interno del panorama europeo dei festival di fotografia. Un percorso fatto di scelte che ne hanno plasmato un’identità precisa, forte, mossa dalla volontà di raccontare attraverso le immagini cosa succede, oggi, nel mondo. Con un obiettivo molto semplice: «creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze». (foto di Giulia Frigieri)


fino al 3 novembre 2019

Intramontabili eleganze. Dior a Venezia nell’archivio Cameraphoto
Stra (VE), Villa Nazionale Pisani

Vivaldi. La mia vita, la mia musica
Bologna, Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni
Vivaldi. La mia vita, la mia musica
Una mostra-show che intende raccontare Antonio Vivaldi ad un vasto pubblico. Un percorso immersivo in musica, parole, immagini e spettacolari videomapping che porta lo spettatore dentro la straordinaria vicenda artistica ed umana dell’autore de “Le Quattro Stagioni”, dall’infanzia al sacerdozio,  dagli anni di insegnamento di musica presso l’Ospedale della Pietà di Venezia, dove erano ospitati gli orfani della città, ai successi internazionali sino all’oblio che inghiottì per quasi due secoli la sua figura e la sua musica.

L’eterna Musa. L’universo femminile tra ‘800 e ‘900
Viareggio (LU), Centro Matteucci per l’Arte Moderna


fino al 10 novembre 2019

Lady Tarin. Ladies
Milano, Still Fotografia


fino al 17 novembre 2019

Premio Davide Vignali – VIII edizione
Modena, Ex Manifattura Tabacchi


fino al 24 novembre 2019

Mario Radice: il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi
Como, Pinacoteca Civica

Mirko Frignani. Beautiful Insects
Reggio Emilia, Casa delle Sementi

Ravennamosaico 2019 – Biennale di Mosaico Contemporaneo
Ravenna, luoghi vari

Biennale Arte 2019
Venezia, luoghi vari

Edizione numero 58, per la Biennale Arte veneziana. Il titolo è “May You Live In Interesting Times” ed il presidente della Biennale, Paolo Baratta, ne spiega il motivo: «Il titolo di questa mostra può essere letto come una sorta di maledizione nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità». L’esposizione si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 79 artisti provenienti da tutto il mondo. E noi non vediamo l’ora!


fino al 30 novembre 2019

Pink Floyd: il lato oscuro
Bologna, ONO arte contemporanea


fino al 1 dicembre 2019

Morandi-esque
Bologna, Casa Morandi


fino al 8 dicembre 2019

Eve Arnold. Tutto sulle donne – All about women
Abano Terme (Pd), Casa Museo Villa Bassi

Carosello. Pubblicità e Televisione 1957-1977
Mamiano di Traversetolo (PR), Fondazione Magnani-Rocca
Studio Pagot, Calimero pubblicità per Ava Mira Lanza, 1965
Alla Fondazione Magnani-Rocca si apre un nuovo capitolo nell’indagine della storia della Pubblicità in Italia. La mostra segue infatti dopo due anni la prima esposizione dedicata alla storia della pubblicità dal 1890 al 1957. Questa nuova occasione espositiva permette di continuare a seguire l’evoluzione della storia della grafica pubblicitaria e del manifesto con grandi designer come Armando Testa, Erberto Carboni, Raymond Savignac, Giancarlo Iliprandi, Pino Tovaglia, affiancandola a un nuovo media – la televisione – che con Carosello mosse i primi passi nel mondo della pubblicità. Il visitatore quindi troverà tantissimi, celebri manifesti di quel periodo, affiancati ai bozzetti e agli schizzi, e insieme avrà la possibilità, grazie a una serie di schermi distribuiti nelle sale espositive, di ripercorre l’unicità e l’innovazione degli inserti pubblicitari di Carosello, vincolati al tempo a rigide regole di novità e lunghezza. Si scoprirà così l’universo dei personaggi animati che sono nati con la televisione, come La Linea di Osvaldo Cavandoli, Re Artù di Marco Biassoni, Calimero di Pagoto, Angelino di Paul Campani, fino alla moltitudine di personaggi nati dalla matita di Gino Gavioli. (Studio Pagot, Calimero pubblicità per Ava Mira Lanza, 1965)


fino al 26 dicembre 2019

L’arte per l’arte – dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento
Ferrara, Castello Estense


fino al 29 dicembre 2019

Guastalla una città da film – Novecento: il set di Bernardo Bertolucci nelle foto di Angelo Novi
Guastalla (RE), Palazzo Ducale


fino al 5 gennaio 2020

Anthropocene
Bologna, MAST
Anthropocene
Debutta al MAST, in anteprima europea, la mostra multidisciplinare Anthropocene che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso straordinarie immagini di Edward Burtynsky, i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e le installazioni di realtà aumentata. Dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya. Il progetto è un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla terra. (Edward Burtynsky, Tyrone Mine #3, Silver City, New Mexico, USA 2012 photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto)


fino al 6 gennaio 2020

David Lachapelle. Atti divini
Torino, Reggia di Venaria Reale

Cesare Pietroiusti. Un certo numero di cose / A certain number of things
Bologna, MAMbo


fino al 12 gennaio 2020

Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana

Riccardo Zangelmi. Forever Young + Chuck Close. Mosaics
Ravenna, MAR


fino al 13 gennaio 2020

Wes Anderson e Juman Malouf: Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori
Milano, Fondazione Prada
wes anderson e juman malouf
La mostra riunisce 537 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna. La mostra è una riflessione sulle motivazioni che guidano l’atto di collezionare e sulle modalità con le quali una raccolta è
custodita, presentata e vissuta. Guardando al passato e ispirandosi al modello della Wunderkammer, “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” sfida i canoni tradizionali che definiscono le istituzioni museali, proponendo nuove relazioni tra queste e le loro collezioni, tra le figure professionali e il pubblico dei musei. (foto di Rafaela Proell)


fino al 19 gennaio 2020

De Chirico
Milano, Palazzo Reale

Raffaello e gli amici di Urbino
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche | Palazzo Ducale di Urbino


fino al 26 gennaio 2020

Art Nouveau. Il trionfo della bellezza
Venaria Reale (TO), Reggia

Giapponismo. Venti d’oriente nell’arte europea. 1860 – 1915
Rovigo, Palazzo Roverella

Sul finire del XIX secolo la scoperta delle arti decorative giapponesi diede una notevole scossa all’intera Arte europea. Un potente vento di rinnovamento, se non proprio un uragano, che dall’Oriente investiva modelli, consuetudini stratificate nei secoli, conducendo l’arte del Vecchio Continente verso nuove e più essenziali norme compositive fatte di sintesi e colori luminosi.
Accanto ai capolavori di Gauguin, Touluse Lautrec, Van Gogh, Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha si potranno ammirare le tendenze giapponiste nelle opere degli inglesi Albert Moore, Sir John Lavery e Christopher Dresser; degli italiani Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Antonio Mancini, Antonio Fontanesi e Francesco Paolo Michetti con il suo capolavoro La raccolta delle zucche; e ancora i francesi Pierre Bonnard, Paul Ranson, Maurice Denis ed Emile Gallé; i belgi Fernand Khnopff e Henry Van De Velde. (Emil Orlik, Paesaggio con il monte Fuji, 1908, Courtesy Daxer & Marschall Gallery, Monaco)


fino al 31 gennaio 2020

Mimmo Paladino. La regola di Piero
Arezzo, sedi varie


fino al 2 febbraio 2020

Dagli Impressionisti a Picasso
Conegliano (TV), Palazzo Sarcinelli


fino al 9 febbraio 2020

Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Capolavori dell’arte giapponese
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo


fino al 16 febbraio 2020

Mona Osman – Rhizome and the dizziness of freedom
Helen Cammock – Che si può fare

Reggio Emilia, Collezione Maramotti

Due nuove proposte dalla Collezione Maramotti. Cresciuta e vissuta tra Budapest, Nizza, Londra e Bristol, Mona Osman è alla sua prima mostra italiana. Nei suoi nuovi dipinti l’artista affianca episodi biblici a nozioni tratte dalla filosofia esistenzialista, sviluppando pittoricamente una densa riflessione teorica e spirituale sulla ricerca del Sé. Nell’opera dell’inglese Helen Cammock si intrecciano la narrativa femminile incentrata sulla perdita e sulla resilienza con la musica barocca composta da musiciste del Seicento. La mostra include un libro d’artista recentemente realizzato, un film, una serie di incisioni su vinile, un fregio serigrafato e una stanza di ricerca in cui sono esposti libri e oggetti raccolti da Cammock e a lei donati durante il suo lavoro portato avanti in Italia. (Helen Cammock, Chorus 1, 2019 – still del film, video HD, 3 schermi – Courtesy and © Helen Cammock)


fino al 1 marzo 2020

Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe
Venezia, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge


fino al 26 aprile 2020

Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario
Vignola (MO), Rocca
Rocca di Vignola
Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei, fino a primavera 2020. La rassegna vede alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri, con lo scopo di essere un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando un’esplicita continuità culturale.


dal 18 maggio 2019

Talking Teens – Le Statue Parlano!
Parma, piazze della città
talking teens
Dal 18 maggio scorso, nella città ducale, le statue parlano, grazie a un progetto innovativo di valorizzazione culturale fatto dagli adolescenti e accessibile a tutti. Un viaggio nel tempo che unisce umanesimo e tecnologia: un percorso tra 16 statue delle piazze della città di Parma – tra queste, quelle di Giuseppe Verdi, Vittorio Bottego, Il Parmigianino, Il Partigiano, Padre Lino, Filippo Corridoni, Giuseppe Garibaldi, Il Correggio, Arturo Toscanini – che prenderanno vita attraverso una telefonata attivata tramite App, QR code o telefonata tradizionale. A prestare la voce un folto gruppo di attori tra cui Lino Guanciale, Franco Nero, Marco Baliani.