Le mostre da vedere, secondo noi

L'arte del gol - Marco Lodola

dal 19 giugno al 8 settembre 2019

L’arte del gol
Reggio Emilia, Chiostri di San Domenico
Una cavalcata nell’arte italiana del XX secolo in oltre 60 opere, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’installazione, dove il calcio gioca la partita da protagonista, testimoniando che in fondo le cosiddette “Fine Arts” amano confrontarsi con lo sport più popolare, praticato e amato nel nostro Paese. Nella mostra curata da Luca Beatrice diversi grandi nomi del Novecento: Fortunato Depero, Renato Guttuso, Mario Schifano, Franco Angeli, Ugo Nespolo, Titina Maselli, Letizia Battaglia Giacomo Costa, Olivo Barbieri, Maurizio Cattelan e molti altri. (Marco Lodola, La grande squadra, 2019 Plexiglass e led, 355 x 598 x 10 cm)


dal 18 maggio 2019

Talking Teens – Le Statue Parlano!
Parma, piazze della città
Dal 18 maggio scorso, nella città ducale, le statue parlano, grazie a un progetto innovativo di valorizzazione culturale fatto dagli adolescenti e accessibile a tutti. Un viaggio nel tempo che unisce umanesimo e tecnologia: un percorso tra 16 statue delle piazze della città di Parma – tra queste, quelle di Giuseppe Verdi, Vittorio Bottego, Il Parmigianino, Il Partigiano, Padre Lino, Filippo Corridoni, Giuseppe Garibaldi, Il Correggio, Arturo Toscanini – che prenderanno vita attraverso una telefonata attivata tramite App, QR code o telefonata tradizionale. A prestare la voce un folto gruppo di attori tra cui Lino Guanciale, Franco Nero, Marco Baliani.

talking teens


dal 18 giugno al 15 settembre 2019

Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana


dal 20 giugno al 21 settembre 2019

Pino Pinelli. Monocromo (1973-1976). Il colore come destino e come profezia
Milano, Dep Art Gallery


dal 21 giugno al 21 luglio 2019

The Summer Show – Esisto solo quando vengo colpito dal sole
Modena, Palazzo Santa Margherita


fino al 30 giugno 2019

De Chirico e Savinio. Una mitologia moderna
Mamiano di Traversetolo (PR), Fondazione Magnani Rocca
Una grande mostra dedicata a Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, i “dioscuri” dell’arte del XX secolo. I due fratelli hanno ripensato il mito, l’antico, la tradizione classica attraverso la modernità dell’avanguardia e della citazione, traslandoli e reinterpretandoli per tentare di rispondere ai grandi enigmi dell’uomo contemporaneo, dando vita a quella che Breton definì una vera e propria mitologia moderna. La mostra presenta oltre centotrenta opere tra celebri dipinti e sorprendenti lavori grafici, in un percorso espositivo che, dalla nascita dell’avventura metafisica, si focalizza su un moderno ripensamento della mitologia e giunge alla ricchissima produzione per il teatro. (Alberto Savinio, Tombeau d’un roi maure, 1929, olio su tela)

Giappone. Terra di geisha e samurai
Treviso, Casa dei Carraresi

Photofestival 2019
Milano, luoghi vari

Hermann Nitsch. Katharsis
Mantova, Complesso Museale Palazzo Ducale

45 years travelling. Gli straordinari viaggi di Paolo Gotti intorno al mondo
Bologna, Temporary Gallery

Looking on. Sguardi e prospettive sulla fotografia emergente in Italia
Ravenna, MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna

Gonçalo Mabunda. Il creatore del nascosto
Pietrasanta (LU), Galleria Giovanni Bonelli


fino al 7 luglio 2019

Nel mirino. L’Italia e il mondo nell’archivio Publifoto 1939-1981
Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia


fino al 9 luglio 2019

Giulio Manfredi. L’oro invisibile
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana


fino al 14 luglio 2019

Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza Da Volpedo a Burri
Reggio Emilia, Palazzo dei Musei
A duecento anni dalla nascita, Reggio Emilia dedica una ampia retrospettiva ad un suo nobile concittadino. In mostra i più importanti dipinti di Fontanesi, provenienti da importanti musei e collezioni italiane, posti a confronto con il lavoro degli artisti che la critica ha collegato con la sua produzione, individuandone possibili motivi di ispirazione in un arco cronologico che dagli anni Ottanta dell’Ottocento arriva fino agli anni Sessanta del Novecento. (Antonio Fontanesi, La quiete, 1860. Fondazione Torino Musei – Galleria d’arte Moderna)

Antonio Fontanesi, La quiete


fino al 19 luglio 2019

Sandro Chia. L’esercito dell’Imperatore
Milano, Galleria Area\B


fino al 20 luglio 2019

Astrazioni terrestri
Modena, Hangar Rosso Tiepido


fino al 22 luglio 2019

Surrogati. Un amore ideale
Milano, Fondazione Prada
Fondazione Prada presenta in Osservatorio una mostra che seleziona 42 opere fotografiche di Jamie Diamond (Brooklyn, USA, 1983) ed Elena Dorfman (Boston, USA, 1965). Il progetto esplora i concetti di amore familiare, romantico ed erotico. Entrambe le artiste scelgono un aspetto specifico e insolito di questo tema universale: il legame emozionale tra un uomo o una donna e una rappresentazione artificiale dell’essere umano. Come spiega Melissa Harris (curatrice della mostra), «i lavori di Diamond e Dorfman documentano in modo vivido e senza pregiudizi le interazioni tra gli uomini e i loro compagni inanimati ma realistici».

Surrogati


fino al 28 luglio 2019

Di tutti i colori
Montelupo Fiorentino (FI), Palazzo Podestarile e Museo della Ceramica

Irene Kung. Monumenti
Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Project Room

De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose
Pavia, Castello Visconteo – Musei Civici

La forma dell’ideologia. Praga: 1948-1989 – Mostra collettiva
Parma, Palazzo del Governatore

Margherita Moscardini. The fountains of Za’atari
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
Collezione Maramotti presenta l’articolato progetto di Margherita Moscardini “The Fountains of Za’atari”. A partire dal 2015 l’artista ha lavorato fuori e all’interno dell’enorme campo per rifugiati in fuga dalla guerra in Siria di Za’atari, in Giordania, realizzando un censimento dei cortili con fontana costruiti dai residenti all’interno delle proprie case. Una finalità del progetto è generare un sistema di vendita delle sculture che riproducono in scala 1:1 i modelli di cortile con fontana del campo. Le sculture-fontane possono essere acquisite da amministrazioni o istituzioni cittadine europee e, a sostegno dell’economia del campo, l’ideatore della fontana sarà il diretto beneficiario della vendita. Sabato 13 aprile alle 17 al Parco Alcide Cervi di Reggio Emilia sarà inaugurata la prima scultura-fontana pubblica in un parco cittadino. Dal 14 aprile alla Collezione Maramotti sarà aperta al pubblico una mostra temporanea con elementi di approfondimento sul progetto: opere, video e disegni elaborati dall’artista nel corso degli ultimi anni. (Margherita Moscardini, Inventory. The Fountains of Za’atari, 2018)

Margherita Moscardini, Inventory. The Fountains of Za’atari, 2018


fino al 5 agosto 2019

Lizzie Fitch | Ryan Trecartin: Whether Line
Milano, Fondazione Prada


fino al 12 agosto 2019

La fortuna de la Scapiliata di Leonardo da Vinci
Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale


fino al 25 agosto 2019

Pop therapy. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci
Modena, Museo della Figurina


fino al 1 settembre 2019

XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano
Milano, Fondazione Prada
Titolo e tema di questa XXII edizione è “Broken Nature: Design Takes on Human Survival”. La Triennale riafferma la propria decisione di dare una nuova continuità all’Esposizione Internazionale, la cui XXI edizione è stata organizzata nel 2016, dopo vent’anni di pausa. L’esposizione è composta da una mostra tematica e da 22 partecipazioni internazionali che coprono tutti i continenti offrendo una proposta diversificata in termini di temi, prospettive, contesti e provenienze. Triennale, un posto magnifico, dalla grande energia: da non mancare.

XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano

Alfred Hitchcock. Nei film della Universal Pictures
Pisa, Museo della Grafica


fino al 2 settembre 2019

La natura di Arp
Venezia, Collezione Peggy Guggenheim


fino al 8 settembre 2019

Julian Charrière. All We Ever Wanted Was Everything and Everywhere
Bologna, MAMbo, Sala delle Ciminiere
Julian Charrière, svizzero di Morges, è uno dei più innovativi artisti della sua generazione, formatosi nella cerchia di Olafur Eliasson, che si è proposto sin da subito sulla scena dell’arte contemporanea con profonde e provocatorie riflessioni sul rapporto critico e conflittuale fra mondo della tecnologia e mondo naturale. I lavori di Charrière nascono per rivelare le forze invisibili che plasmano il paesaggio, dai fenomeni geologici alla sete di risorse dell’era digitale, senza escludere, su un piano più immateriale, le proiezioni culturali con cui l’umanità cambia significato e percezione dei luoghi. Attraverso una serie di lavori, tra video, fotografie ed installazioni, che toccano la storia della scienza, lo sviluppo della cultura dei media, il romanticismo dell’esposizione e la crisi ecologica contemporanea, Charrière ci induce ad una meditazione visiva e concettuale sull’immaginario geografico contemporaneo.

julian charriere

Roger Ballen. The Body, the Mind, the Space
Milano, Fondazione Sozzani

Ex Africa. Storie e identità di un’arte universale
Bologna, Museo Civico Archeologico

Berenice Abbott. Topographies
Lecco, Palazzo delle Paure

Roy Lichtenstein. Multiple Visions
Milano, Mudec


fino al 12 settembre 2019

Obiettivi su Burri. Fotografie e fotoritratti di Alberto Burri dal 1954 al 1993
Città di Castello (Pg), Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri – Ex Seccatoi del Tabacco


fino al 15 settembre 2019

Il Rinascimento parla ebraico
Ferrara, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah

Liu Bolin. Visibile Invisibile
Milano, Mudec

Lucio Fontana. Omaggio a Leonardo
Milano, Museo del Novecento

The Clash: white riot, black riot
Bologna, ONO arte contemporanea
La galleria felsinea presenta una mostra che ripercorre la carriera di uno dei gruppi più amati e controversi della storia della musica punk attraverso le immagini di Adrian Boot, fotografo che con loro ha stretto un duraturo sodalizio artistico. L’incontro tra i Clash e Adrian Boot avviene in un freddo pomeriggio londinese del 1977 nello studio della band a Rehearsal Rehearsals, uno squat disseminato da vecchie sedie da barbiere, divani crollati, lattine di birra vuote, immondizia e un jukebox. La situazione non era certo confortevole e il fotografo non riuscì a dare nessun suggerimento di posa, tanto che il servizio durò solo trenta minuti. Nonostante questi inconvenienti, molte altre furono le sezioni fotografiche realizzate con Boot, come ad esempio la Westway Sessions, oggi zona alla moda, ma nel 1977 antro depresso con i muri coperti di graffiti e attraversato da una superstrada in cemento. (© Adrian Boot)


fino al 20 settembre 2019

Elia Cantori. Deep Vision
Milano, Spazio Leonardo


fino al 22 settembre 2019

Mauro Fiorese. Treasure Rooms (2014-2016)
Verona, Palazzo della Ragione, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti

Miquel Barceló. “Il tempo è un fiume che mi trascina, e io sono il fiume”
Faenza (RA), MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche

Leonardo Da Vinci 3D. Immersive, Interactive, Experience
Milano, Fabbrica del Vapore – Cattedrale

Anthropocene
Bologna, MAST
Debutta al MAST, in anteprima europea, la mostra multidisciplinare Anthropocene che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso straordinarie immagini di Edward Burtynsky, i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e le installazioni di realtà aumentata. Dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya. Il progetto è un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla terra. (Edward Burtynsky, Tyrone Mine #3, Silver City, New Mexico, USA 2012 photo © Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto)

Anthropocene


fino al 29 settembre 2019

Pensatevi liberi. Bologna Rock, 1979
Bologna, MAMbo


fino al 30 settembre 2019

Note contemporanee. Motivi artistici a confronto dagli anni ’60 ad oggi
Reggio Emilia, Galleria d’Arte 2000 & Novecento
La mostra propone opere di Piero Gilardi, Giorgio Griffa, Mario Schifano, Jorrit Tornquist ed altri autori selezionati. Il lavoro degli artisti scelti per questa collettiva illustra al pubblico la contemporaneità dell’arte attraverso suggestioni cromatiche e formali, ma anche la sovrapposizione di linee e geometrie, segnando un percorso di continuità tra i maestri del secolo scorso e quelli del presente. La mostra comprende quattordici opere, riunite per offrire un panorama di firme dalle riconoscibili affinità elettive che offrono un significativo contributo alla contemporaneità espressiva ed artistica, testimonianze di segni diversi, che ripercorrono la ricerca e la storia della produzione artistica nazionale. (Giorgio Griffa, Senza titolo, 1977)

Giorgio Griffa


fino al 1 ottobre 2019

Lo specchio di Celestino. Archeologia etrusca a Modena nella prima metà dell’Ottocento
Modena, Galleria Estense


fino al 6 ottobre 2019

Magnum’s First. La prima mostra di Magnum
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini

Miquel Barceló. “Il tempo è un fiume che mi trascina, e io sono il fiume”
Faenza (RA), MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche


fino al 13 ottobre 2019

Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità
Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce

Gipi. Storie d’artista
Pisa, Palazzo Blu


fino al 3 novembre 2019

Intramontabili eleganze. Dior a Venezia nell’archivio Cameraphoto
Stra (VE), Villa Nazionale Pisani

Vivaldi. La mia vita, la mia musica
Bologna, Palazzo Fava – Palazzo delle Esposizioni

L’eterna Musa. L’universo femminile tra ‘800 e ‘900
Viareggio (LU), Centro Matteucci per l’Arte Moderna


fino al 24 novembre 2019

Mario Radice: il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi
Como, Pinacoteca Civica

Biennale Arte 2019
Venezia, luoghi vari
Edizione numero 58, per la Biennale Arte veneziana. Il titolo è “May You Live In Interesting Times” ed il presidente della Biennale, Paolo Baratta, ne spiega il motivo: «Il titolo di questa mostra può essere letto come una sorta di maledizione nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità». L’esposizione si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 79 artisti provenienti da tutto il mondo. E noi non vediamo l’ora! 


fino al 8 dicembre 2019

Eve Arnold. Tutto sulle donne – All about women
Abano Terme (Pd), Casa Museo Villa Bassi


fino al 26 dicembre 2019

L’arte per l’arte – dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento
Ferrara, Castello Estense


fino al 6 gennaio 2020

David Lachapelle. Atti divini
Torino, Reggia di Venaria Reale


fino al 26 gennaio 2020

Art Nouveau. Il trionfo della bellezza
Venaria Reale (TO), Reggia


fino al 31 gennaio 2020

Mimmo Paladino. La regola di Piero
Arezzo, sedi varie