Fotografia Europea 2019. Per filo e per segno

larry fink

di Alberto Zanetti

Il filo… C’è chi lo fa, chi lo perde, chi l’imbroglia, chi li tira… C’è il filo di lana e di voce, quello doppio e del rasoio… E poi c’è TIPO magazine che ci tiene a voi e, come una bella Arianna, ve ne dona uno. Potrete srotolarlo nel labirinto di mostre, temi, concerti, eventi, luoghi, personaggi di questa edizione di Fotografia Europea. Per perdersi e ritrovarsi, ma soprattutto per lasciare una traccia e legare insieme i momenti di un’esperienza che si ripete anno dopo anno, ma che è sempre, in qualche modo, unica.


#1.
Oldies But Goldies
Uno ha reso la foto di moda forma di suprema eleganza. L’altro è partito ritraendo la Beat Generation e 50 anni di movimenti USA. Entrambi hanno frequentato il jet set e “segnato” il ‘900. Horst P. Horst e Larry Fink: sono i due grandi maestri dell’edizione 2019, il primo in mostra a Palazzo Magnani, l’altro (pure ospite, sabato 13 aprile) espone a Palazzo Da Mosto. Rispetto e venerazione.


#2.
Around the world, around the world
Tanto Giappone ai Chiostri di San Pietro, da una metropoli all’altra della penisola araba (Michele Nastasi a Palazzo Da Mosto), in Libia sulle rotte dei migranti, della violenza e dello sfruttamento (Samuel Gratacap ai Chiostri di San Pietro), nelle foreste finlandesi rivisitate di Jaakko Kahilaniemi (Sotterranei del Teatro Valli)… Ci vorranno scarpe buone!

Pixy Liao


#3.
Punk not dead
Ribelli di tutto il mondo… ci si vede allo Spazio San Zenone con l’apolide marsigliese Antoine d’Agata, ideale seguace di Celine e Francis Bacon. Da un occhio è cieco, dall’altro miope, ma ha le idee molto chiare: «Uso qualsiasi cosa (l’alcol, le droghe, la rabbia, il sesso, la paura) per spingermi oltre ai limiti». Le sue foto, naturalmente, spaccano…

Antoine d'Agata


#4.
“Dove sono tutti?”
Si chiedeva Enrico Fermi a proposito dell’esistenza di altre forme di vita nell’universo. Qualche risposta al dilemma dell’illustre fisico nella video-installazione “Rivoluzioni” di Francesco Jodice ai Chiostri di San Pietro, viaggio alle soglie del buco nero dell’immaginario. Oppure nel finissage del 9 giugno in piazza Prampolini – con Orchestra da Camera “Adagio e Furioso” e Julie’s Haircut – dal titolo “Alieni”… Occhi aperti!

francesco jodice


#5.
Zingara
Ha vinto tre volte il Festival (record), venduto dischi a milioni, fatto tournée in Unione Sovietica, posato per Playboy, condotto “Ok il prezzo è giusto”, seduto nell’Europarlamento, disobbedito a Berlusconi in diretta tv, cantato Garcia Lorca, Theodorakis e con il coro dell’Antonianio. Il 12 aprile Iva Zanicchi sarà allo Spazio Gerra per la mostra “Confessioni”: fate voi.

iva zanicchi


#6.
O’ famo strano
La cinese Pixy Liao (Chiostri di San Pietro) ci mostra la sua relazione “a-simmetrica” con un ragazzo più giovane e, per di più, giapponese, Ryuichi Ishikawa (Chiostri di San Pietro) il prezzo della “diversità” sull’isola di Okinawa, Paul John Roberts (Palazzo Massa) le pratiche del bondage.

Ryuichi Ishikawa


#7.
Sono così indie
La musica alternativa spopola a San Remo e occupa le piazze: da sconosciuti a fenomeno mediatico, dall’avanguardia all’egemonia. Anche a Reggio Emilia, proprio nella serata inaugurale del 12 aprile con il fuoriclasse Iosonouncane, il nuovo album di Dino Fumaretto, il queer pop de La Rappresentante di Lista (foto). Poi tutti ai Chiostri per l’after party… Rivoluzione permanente.


 

(10 aprile 2019)

 


Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi
dal 12 aprile al 9 giugno 2019
Reggio Emilia, luoghi vari
Info: www.fotografiaeuropea.it

Crediti foto
Foto in evidenza © Larry Fink, New York Magazine Party, NYC, 1977
#2: © Pixy Liao, It’s never been easy to carry you,2013
#3: © Antoine d’Agata, Phnom Pehn Cambodge, 2006
#4: © Francesco Jodice, Rivoluzioni, 2019, film still 
#6: © Ryuichi Ishikawa, Mitsugu, 2018

Tags: