Festival Aperto 2019

Festival Aperto 2019

di Alberto Zanetti

In “First Man”, l’ultimo bel film di Damien Chazelle, Neil Armstrong alza gli occhi al cielo, fissa la Luna e, (per quanto concesso dal granitico interprete Ryan Gosling) se ne esce con un’espressione del tipo: “C***o, se sei lontana… Mmm… vado o non vado?”. Per voi, invece, nessun dubbio: 31 concerti e spettacoli di danza, teatro, circo, 10 produzioni e coproduzioni, 9 prime, oltre 50 aperture. Sulla Luna ci siete già e da 384.400 km potete contemplare il nostro magnifico e sciagurato pianeta. Grazie al Festival Aperto. Che un missile lo è sempre stato, ma quest’anno arriva davvero lontano.


#1.
Noi siamo Angeli
Paolo Angeli porta già nel cognome qualcosa di aereo, ultraterreno, libero. In questi anni ha tenuto fede a questo “destino” e la sua chitarra sarda preparata a 18 corde è insieme unicum mondiale e magnifica esperienza dal vivo. Questa volta (Teatro Cavallerizza, sabato 16 novembre) l’artista di Sassari fa e disfa i Radiohead e a noi è come se spuntassero, per un momento, le ali. Maestro.


#2.
Showtime!
Se pensate che teatro e danza siano qualcosa di paludato, forse dovreste portare le labbra a un indirizzo nuovo: provate con l’odissea infantile e visionaria di “Kind” dei belgi Peeping Tom (Teatro Ariosto, venerdì 27 e sabato 28 settembre), i sogni digitali di Adrien M & Claire B (Teatro Cavallerizza, dal 26 al 28 ottobre), “Ion” di Christos Papadopoulos (Teatro Cavallerizza, domenica 29 settembre) dove dieci danzatori replicano i meccanismi della natura… Elisir contro il logorio della vita moderna.


Dall'Alto dramma musicale circense

#3.
Finale di partita?
«Com’è difficile parlare della luna! È così scema la luna. Dev’essere proprio il culo quello che ci fa sempre vedere» dichiarava il Molloy di Beckett. Al grande irlandese e al suo “Atto senza parole I” Riccardo Nova e Giacomo Costantini dedicano il dramma “Dall’Alto” (Teatro Cavallerizza, giovedì 14 novembre): musica, circo e… silenzio. Perchè «niente è più reale del nulla». Severo, ma giusto. (foto di Alessandro Villa)


Ricciarda Belgiojoso e Walter Prati

#4.
Gemelli diversi
Minimalismo vs Serialismo, Terra contro Tecnologia, Vecchio e Nuovo Mondo… I mostri sacri Terry Riley e Karlheinz Stockhausen sembrano pianeti “in opposizione” della musica contemporanea. Ma in “Gaze through the Stars”, titolo ispirato a un’opera del tedesco per il progetto con tastiere ed elettronica di Ricciarda Belgiojoso e Walter Prati (Palcoscenico del Teatro Valli, sabato 5 ottobre), s’incontrano. E per una sera, così, Faust siede accanto a Buddha. (foto di Roberto Masotti)


Alva Noto & Ryuichi Sakamoto m

#5.
Re Sol Levante
David Sylvian, David Bowie, Iggy Pop, Caetano Veloso, Bernardo Bertolucci, Youssou N’Dour… solo alcuni dei tantissimi che si sono accompagnati al genio multiforme di Ryuichi Sakamoto. A questi si è aggiunto, da diversi anni, Alva Noto, il dj più artista della scena mondiale, principe del glitch. Ai due, che hanno realizzato la colonna sonora del film pluripremiato “Revenant” e il recente album “Glass”, l’onore di chiudere il festival (Teatro Valli, martedì 26 novembre). Arigatò!


#6.
I Wanna It All
La partenza con Massimo Zamboni e il suo “Il richiamo degli scomparsi” (Teatro Valli, sabato 21 settembre), “Trilogy in Two”, l’opera mosaico di Andrea Liberovici (Teatro Cavallerizza, sabato 19 e domenica 20 ottobre), il progetto site-specific di Dimitris Papaioannou (Collezione Maramotti, dal 24 al 27 ottobre), l’omaggio a Merce Cunningham della compagnia Rambert (Teatro Valli, mercoledì 13 novembre), il jazz con radici ebraiche di Avishai Cohen Trio (Teatro Ariosto, venerdì 15 novembre), il viaggio tra Persia e Iran di Kronos Quartet & Mahsa Vahdat (Teatro Valli, domenica 17 novembre).

 


Festival Aperto. Aliæ Lunæ
dal 21 settembre al 26 novembre 2019
Reggio Emilia, luoghi vari
Info: www.iteatri.re.it


 

(19 settembre 2019)

Foto in evidenza: Alexis Peskine’s Alyana Moons – Twins Carriage

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