di Alberto Zanetti
I “Fantasmi del quotidiano” giungono dagli antipodi come dalla porta accanto. Sono tracce, segni, indicazioni, miraggi, vie di fuga. Condensano le epoche in un istante, ci richiamano al pensiero e all’azione. La nuova edizione di Fotografia Europea ci invita così a diventare ghostbuster. Anche se gli spettri non sono prede, ma presenze (cose, persone, memorie) da ascoltare e seguire.

©Frédéric D. Oberland
Sede ideale di questa ricerca i Chiostri di San Pietro con il clou degli allestimenti tra cui “Bravo” di Felipe Romero Beltrán, perlustrazione sul grande fiume che divide USA e Messico, “Our Hidden Room” di Mohamed Hassan, viaggio sul filo della memoria nella realtà egiziana, la ricerca di Salvatore Vitale sui lavoratori della gig economy, le visioni sinestetiche di Frédéric D. Oberland, il percorso on site “Milk Wood” di Simona Ghizzoni sulla dimensione femminile…
A Palazzo Da Mosto ecco la collettiva iper-mediale “Ghostland” e i progetti selezionati di Federica Mambrini ed Emilia Martin nella Open Call.

Nella nuova sede del secentesco Palazzo Scaruffi, “200×200. Due secoli di fotografia e società” condensa in un sorprendente percorso espositivo una storia ancora da mettere a fuoco, dai pionieri ottocenteschi al digitale passando per i Venerati Maestri del XX secolo.
Il Festival si espande anche in altre sedi come la Chiesa di S. Carlo, Palazzo dei Musei, Spazio Gerra, negli appuntamenti delle giornate inaugurali con ospiti come la scrittrice Simona Vinci e la creativa Annamaria Testa, in eventi come il book fair dell’editoria fotografica indipendente e nella grande partecipazione del circuito OFF.
Il programma completo del festival è disponibile sul sito di Fotografia Europea.
Fotografia Europea. Fantasmi del quotidiano
dal 30 aprile al 14 giugno 2026
Reggio Emilia, luoghi vari
Info: www.fotografiaeuropea.it
Foto in evidenza: Theo Cottle, from Generation/ поколение, published by TRIP, 2020 © Theo Cottle