Futuro Fantastico, la 50esima edizione di Santarcangelo Festival
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Santarcangelo Festival 2050, un viaggio in tre atti lungo un anno

Santarcangelo Festival lancia un’edizione lunga 12 mesi, che prende il via dal 15 al 19 luglio 2020 prosegue in inverno per concludersi a luglio 2021.

La pandemia trasforma ma non arresta il cinquantennale di Santarcangelo Festival, intitolato “Futuro Fantastico“. La più longeva manifestazione italiana dedicata alle arti della scena contemporanea lancia un’edizione lunga 12 mesi, che prenderà il via nella cittadina romagnola dal 15 al 19 luglio 2020 per poi proseguire in inverno e concludersi a luglio 2021.

Futuro Fantastico

Il claim “Futuro Fantastico“, mutuato da un racconto di Isaac Asimov sposta lo sguardo dai cinquant’anni trascorsi per lanciarlo su quelli futuri, senza rinunciare a visioni utopiche. È nata così l’idea di Santarcangelo Festival 2050: combinazione che unendo l’anno 2020 e 50 anni di storia restituisce l’intento di aprire orizzonti e guardare lontano.

Santarcangelo Festival 2050. Futuro Fantastico (design Franco Brambilla / EEE studio)

Atto I, nuove modalità negli spazi all’aperto di Santarcangelo

Fin dalla sua nascita, nel 1971, Santarcangelo Festival ha sempre portato avanti una riflessione sul rapporto tra arte e dimensione pubblica, tanto nell’approccio agli spazi fisici quanto nelle traiettorie di ricerca artistica. L’edizione 2020, disegnata nei mesi scorsi dalla direzione artistica di Motus, confermata fino al 2021, era stata concepita come fortemente orientata all’uso degli spazi pubblici, in particolare con il progetto Marea.

Se non saranno introdotte nelle prossime settimane categoriche misure restrittive in merito agli eventi pubblici open-air di quest’estate, il primo atto di Santarcangelo Festival 2050 si terrà dal 15 al 19 di luglio 2020 e occuperà come e quanto possibile lo spazio pubblico, invitando gli artisti coinvolti a ripensare le proprie opere in funzione delle nuove modalità di fruizione. Il Festival presenterà creazioni con formati e contenuti inediti in alcuni luoghi all’aperto della città, dalla radura di Imbosco all’Area Campana, da Piazza Ganganelli allo Sferisterio.

Daniela Nicolò e Enrico Casagrande (Motus), direttori artistici di Santarcangelo Festival fino al 2021

Atto II, le nuove opere di registe e coreografe emergenti

“Winter is coming”, il secondo atto del festival, si terrà nell’inverno 2020/2021 negli spazi del rinnovato Teatro Il Lavatoio e ospiterà le nuove creazioni, in maggior parte di registe e coreografe italiane emergenti, con cui il dialogo era già stato avviato e che saranno invitate in residenza artistica nei prossimi mesi.



Atto III, le più interessanti creazioni internazionali

Il terzo atto si terrà a luglio 2021, momento nel quale il Festival potrà recuperare la propria dimensione internazionale e invitare a Santarcangelo alcune delle più interessanti creazioni del panorama mondiale delle performing arts. I progetti che nell’estate 2020 non potranno essere realizzati, verranno posticipati in questa ultima tappa 2021 del cinquantennale, con inevitabili trasformazioni e riadattamenti.

Fra le tante proposte, ci saranno progetti complessi, come ad esempio lo speciale focus dedicato all’opera di Lia Rodrigues e ad altri artisti provenienti dal Sud America. Si potrà realizzare il progetto di live cinema che coinvolge diversi registi internazionali e la piattaforma A School with a view dedicata alle esperienze di formazione in ambito performativo, che vede da mesi coinvolte in un dialogo serrato alcune delle più importanti istituzioni artistiche internazionali.

«Una performance collettiva di cinque giorni»

Nelle intenzioni della direzione artistica, con la prima azione dell’estate 2020, Santarcangelo 2050 potrà essere un progetto pilota che parte dalle norme di distanziazione per inventare altre modalità di  stare insieme. «Tutto il Festival sarà atto performativo, – spiegano Daniela Nicolò & Enrico Casagrande di Motus – un set cinematografico esploso, dove cittadini e cittadine, performer, tecnici, cuochi, negozianti, amministratori… saranno attori di un gigante film post-apocalittico: a Santarcangelo si può, immaginando la Piazza, lo Sferisterio, il parco dell’Imbosco, come nuovi palcoscenici naturali».

Con la casa di produzione cinematografica Dugong, Santarcangelo Festival pensa a documentare questa «performance collettiva di cinque giorni»: «Data l’unicità dell’intero processo di ripensamento del Festival sarà un documentario sulla capacità adattiva dell’immaginazione».