Parma Capitale italiana della Cultura 2020+2021
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Decreto Rilancio: Parma 2021 e le misure per la cultura e lo spettacolo

Il “Decreto Rilancio”, tra le altre cose, ha confermato che Parma sarà Capitale italiana della Cultura anche nel 2021.

Mercoledì 13 maggio 2020 il Governo ha presentato il “Decreto Rilancio” che contiene misure urgenti per la salute, l’economia, il lavoro e le politiche sociali. Si tratta di interventi per un valore complessivo di 55 miliardi di euro e alcuni degli oltre 250 articoli riguardano i settori della cultura, i lavoratori dello spettacolo e anche la proroga al 2021 di Parma “Capitale italiana della cultura” (dopo la sospensione del programma lo scorso marzo).

Parma Capitale italiana della cultura 2020 + 2021

È tutto in una frase: «Il titolo di capitale italiana della cultura conferito alla città di Parma per l’anno 2020 è riferito anche all’anno 2021». Slitta tutto di un anno, quindi, e la selezione della città “Capitale italiana della cultura” 2021 sarà riferita al 2022.

«Oggi ci svegliamo con una bella notizia – ha scritto su Facebook il sindaco Federico Pizzarotti – Parma si avvia a essere Capitale Italiana della Cultura 2021. Tanto lavoro da fare e tanto entusiasmo! Quando tutto è o pare perduto bisogna semplicemente rimettersi all’opera e ricominciare dall’inizio».

Parma diventa Capitale Italiana della Cultura 2020+21

È ufficiale! Saremo Capitale Italiana della Cultura 2020+21💛 PA PA PA PÀÀÀ👏🎉🥂

Pubblicato da Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 su Giovedì 14 maggio 2020
«È ufficiale! Saremo Capitale Italiana della Cultura 2020+21💛 PA PA PA PÀÀÀ👏🎉🥂»

La buona notizia è stata commentata su Facebook anche dall’Assessore alla cultura del Comune di Parma, Michele Guerra: «Il tema del tempo – ora sospeso, recluso, connesso – e della sua rigenerazione rimane il filo rosso di una riflessione che dovrà scommettere anche sul raccoglimento e la moltiplicazione degli spazi. Mi chiedo spesso come sarebbe stata la città in questo maggio che era già sold out. Le persone in giro, le mostre, gli spettacoli, gli incontri nel territorio e nei quartieri. Ma ci è toccata un’altra sfida e cercheremo di giocarla al meglio, facendo ancora più squadra di prima».



Misure a sostegno della cultura

Ecco alcune delle misure inserite nel “Decreto Rilancio” a favore del settore culturale:

  • Il Decreto istituisce il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali con una dotazione di 225 milioni di euro, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura
  • Per assicurare il funzionamento dei musei e dei luoghi della cultura, tenuto conto delle mancate entrate causate dall’emergenza, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per il 2020
  • La quota del Fondo unico dello spettacolo destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche per l’anno 2020 e per l’anno 2021 è ripartita sulla base della media delle percentuali stabilite per il triennio 2017-2019
  • Per l’anno 2020, agli organismi finanziati a valere sul Fondo unico per lo spettacolo per il triennio 2018-2020, diversi dalle fondazioni lirico-sinfoniche, è erogato un anticipo del contributo pari all’80 per cento dell’importo riconosciuto per l’anno 2019
  • Al di fine di sostenere la ripresa delle attività culturali, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo realizza una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale e di spettacoli
  • Un fondo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 finalizzato alla promozione di investimenti e altri interventi per la tutela, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale

Il sostegno ai lavoratori dello spettacolo

Ai lavoratori iscritti al FPLS (Fondo lavoratori dello spettacolo) che nel 2019 abbiano versato almeno 7 giorni di contributi arriverà una indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020, sempre che non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della norma.

Misure per l’editoria e le edicole

Al fine di sostenere l’offerta informativa on line in coincidenza con l’emergenza sanitaria sono previste varie misure. Tra queste, limitatamente all’anno 2020, l’innalzamento del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari al 50 per cento. Inoltre, al fine di garantire il pagamento entro i termini di legge del rateo del contributo all’editoria in favore delle imprese beneficiarie, la verifica della regolarità previdenziale e fiscale prevista per il primo pagamento è cancellata (la verifica rimane invece operativa in previsione del saldo del contributo). In via straordinaria per l’anno 2020, è previsto un credito d’imposta dell’8 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2019 per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa di libri e giornali. A titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti per lo svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria, agli edicolanti, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione, è riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro, entro il limite di 7 milioni di euro per l’anno 2020.

«I nostri artisti che ci fanno tanto divertire»

Durante la conferenza stampa di presentazione del “Decreto Rilancio”, nel momento in cui ha presentato le misure a sostegno della cultura e dello spettacolo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto di avere «un occhio di attenzione per i nostri artisti che ci fanno tanto divertire e ci fanno tanto appassionare». La frase, soprattutto la prima parte, ha suscitato un certo dibattito.


foto in evidenza di Edoardo Fornaciari