Dal jazz classico a quello più contaminato, per spingersi verso il pop, il soul, il rock e arrivare fino all’elettronica. Questi sono gli ingredienti della formula “Jazz & Beyond” di Jazz Open, il celebre festival musicale nato a Stoccarda 30 anni fa che arriva quest’anno per la prima volta in Italia, dal 13 al 18 luglio a Modena.
I tre palchi in città
Tre i luoghi della città di Modena che ospitano il festival: Piazza Roma su cui si affaccia il Palazzo Ducale dove sarà allestito il main stage, un palco largo 29 metri e alto 16 metri pensato per le grandi produzioni internazionali che ospiterà le esibizioni degli headerliner; il Baluardo, storico edificio della Cittadella fortificata di Modena, dove troverà spazio la programmazione più propriamente jazz; il Giardino Ducale Estense, che sarà il luogo degli Open Stages, concerti gratuiti degli artisti che si caratterizzano per innovazione, ricerca e contaminazione.

Gli headliner
Sul main stage nei sei giorni del festival gli headliner, vere e proprie icone della scena artistica contemporanea, che in alcuni giorni si esibiranno con la formula del doppio concerto: si parte il 13 luglio con Gregory Porter, una delle più autorevoli voci del jazz contemporaneo, e Diana Krall, tra le interpreti più eleganti e riconoscibili della scena jazz mondiale; il 14 luglio arriva a Modena per la sua unica data italiana dopo anni di assenza dal nostro paese, Moby il musicista che ha portato l’elettronica al centro della cultura pop globale; il 15 luglio salgono sul palco Parov Stelar, il produttore austriaco che ha trasformato jazz e swing in un fenomeno da dancefloor, e Meute, la rivoluzionaria techno marching band tedesca che reinterpreta la techno con fiati e percussioni; il 16 luglio tocca al funambolo del jazz-pop britannico Jamie Cullum e a Joss Stone, erede contemporanea della grande tradizione soul e rhythm & blues; il 17 luglio si torna in Italia con Luca Carboni, tra i protagonisti della canzone italiana degli ultimi quarant’anni mentre il 18 luglio nel pieno delle celebrazioni per i 50 anni di “Oxygène”, chiude il festival l’unica data italiana di Jean-Michel Jarre, il visionario pioniere della musica elettronica e dei grandi spettacoli audiovisivi immersivi.

Al Baluardo il jazz
Il Baluardo ospiterà invece la programmazione più propriamente jazz del festival, con alcuni tra i protagonisti più interessanti della scena internazionale contemporanea: Emma Smith, una delle voci più brillanti del jazz britannico, il 13 luglio; Francesca Tandoi, tra le pianiste europee più apprezzate della sua generazione, il 14 luglio; Andrea Sabatino, trombettista capace di coniugare tradizione jazz e sensibilità contemporanea, il 15 luglio; i Mammal Hands, il trio inglese che ha ridefinito i confini del jazz intrecciandolo con minimalismo ed elettronica, il 16 luglio; Aaron Parks, tra i pianisti più influenti e innovativi del jazz contemporaneo, il 17 luglio; e infine Hervé Samb & Band, il chitarrista senegalese pioniere del jazz sabar, originale punto d’incontro tra la libertà dell’improvvisazione jazz e le tradizioni musicali dell’Africa occidentale, il 18 luglio.

I concerti gratuiti al Giardino Ducale
Il Giardino Ducale Estense sarà invece il luogo degli Open Stages, dove il jazz dialoga con elettronica, club culture, sonorità tradizionali, ricerca timbrica, songwriting e arti visive attraverso i percorsi di alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama italiano e internazionale: dall’immaginario cinematografico e rétro del polistrumentista Alex Fernet sul palco il 13 luglio, all’electro-punk militante di R.Y.F. il 14 luglio, passando per il cortocircuito sonoro tra bossa nova, anti-folk ed egg punk degli Sleap-e il 15 luglio. Completano il programma le architetture elettroacustiche della sassofonista Laura Agnusdei in scena il 16 luglio, le esplorazioni tra house, hip hop e black music di Godblesscomputers il 17 luglio e l’universo transmediale dei C’Mon Tigre, collettivo di culto capace di fondere elettronica, jazz, afrobeat e ricerca visiva in un linguaggio unico e riconoscibile, il 18 luglio.
La line-up del Giardino Ducale, è stata realizzata in collaborazione con Emilia-Romagna Music Commission, nell’ambito di un percorso condiviso di valorizzazione della scena musicale regionale.
foto in evidenza: Moby
