Svenja Deininger
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La Collezione Maramotti riapre con “Two Thoughts” di Svenja Deininger

Giovedì 21 maggio riapre la Collezione Maramotti. Si potrà di nuovo visitare anche la collezione permanente. In autunno la mostra “Mollino/Insides”.

Dopo lo stop in ottemperanza alle misure di contenimento del Coronavirus, giovedì 21 maggio 2020 con la mostra “Two Thoughts” di Svenja Deininger riapre al pubblico la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, nel rispetto delle normative vigenti di distanziamento sociale e con modalità di accesso limitate. Si potrà di nuovo visitare anche la collezione permanente, sempre su prenotazione, mentre la mostra “Mollino/Insides” è stata riprogrammata per il prossimo autunno.

“Two Thoughts” di Svenja Deininger

La visita alla mostra potrà avvenire con modalità di accesso limitate (dieci persone per volta), . L’ingresso, consentito solo ai visitatori dotati di mascherina personale, sarà libero negli orari di apertura della Collezione, nel rispetto di un’affluenza regolata: giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30. “Two Thoughts” di Svenja Deininger si potrà visitare fino al 6 dicembre 2020.

Nuove opere concepite per la Collezione Maramotti

La Pattern Room della Collezione Maramotti raccoglie un ciclo di nuove opere pittoriche concepite dall’artista austriaca specificamente per questo progetto e in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński, in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź.

Partendo da un quadro del 2018 acquisito dalla Collezione Maramotti e prendendo spunto dalla ricerca di Strzemiński e dalle sue Architectural Compositions realizzate quasi un secolo fa, Deininger ha lavorato su numerose opere contemporaneamente per giungere alla selezione finale dei dipinti, alla “frase” che essi compongono sulle pareti della sala.

Svenja Deininger, Two Thoughts
Svenja Deininger, Two Thoughts. Veduta di mostra Collezione Maramotti, 2020. Foto di Andrea Rossetti

Le texture, le consistenze e gli spessori che si svelano a una distanza ravvicinata dalle opere sono ottenuti dall’artista mescolando gesso, polvere di marmo o colla ai colori ad olio – materiali che assorbono e restituiscono la luce in modo differente – così come procedendo per stratificazioni di colore e lavorando sia sul fronte che sul retro delle tele.

Le composizioni di linee e colori rimandano a una dimensione astratta, ma l’immaginario di Deininger attinge alla realtà di forme e oggetti concreti, che sono poi trasposti e ibridati sulla tela, ricombinati per aprirsi a nuove interpretazioni possibili. Anche l’apparenza piatta della superficie delle opere è spesso scardinata da un’osservazione attenta, che rivela livelli diversi di profondità e rapporti talvolta prospettici tra gli elementi.

Svenja Deininger, Two Thoughts
Svenja Deininger, Two Thoughts. Veduta di mostra Collezione Maramotti, 2020. Foto di Andrea Rossetti

In questo progetto connesso e ispirato a Strzemiński emerge la riflessione di Deininger sulla ricerca di un artista della generazione dell’Avanguardia, lontano dal punto di vista storico e teorico, ma in cui riecheggiano affinità formali inaspettate e una comune profonda ricerca sull’essenza della visione e della pittura.

La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con testi di Luigi Fassi, Paulina Kurc-Maj e Władysław Strzemiński.


Riapre al pubblico anche la collezione permanente

Riapre al pubblico anche la collezione permanente della Collezione Maramotti e anche in questo caso la visita sarà riservata a dieci persone per volta. La visita alla collezione permanente continuerà ad essere accompagnata e su prenotazione, dal sito o per telefono, nei seguenti orari: giovedì e venerdì alle 15, sabato e domenica alle 10.30 e alle 15.

In autunno la mostra “Mollino/Insides”

Originariamente prevista in occasione di Fotografia Europea, la mostra “Mollino/Insides“, un percorso con opere pittoriche di Enoc Perez e fotografie di Brigitte Schindler e di Carlo Mollino, è stata riprogrammata per il prossimo autunno e sarà visibile a partire da domenica 4 ottobre 2020. Attraverso alcuni scorci dell’ultima enigmatica dimora di Mollino in via Napione a Torino – che ospita ora il Museo Casa Mollino – trasformata dall’interpretazione pittorica di Perez e dall’occhio fotografico di Schindler, si accede alle fotografie degli anni ’50 e ’60 delle modelle di Mollino, sfumate nell’essenza misteriosa dell’immaginario che abitano.

Carlo Mollino, [Senza titolo] 1956-1962, stampa ai sali d’argento, Courtesy Museo Casa Mollino, Torino

immagine in evidenza:
ritratto di Svenja Deininger, foto di Julian Mullan (dettaglio)