Pixy Liao, It's never been easy to carry you, 2013

Le mostre da vedere, secondo noi


 

dal 12 aprile al 9 giugno 2019

Fotografia Europea – XIV edizione. Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi
Reggio Emilia, luoghi vari
Dal 12 aprile al 9 giugno 2019 a Reggio Emilia si tiene la XIV edizione di Fotografia Europea che sarà declinata sul tema “Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi”. Mostre, conferenze, spettacoli, workshop saranno come sempre gli ingredienti del festival che ospita protagonisti della fotografia, della cultura e del sapere nelle principali istituzioni culturali e spazi espositivi della città. Tra le mostre in programma, le antologiche di Horst P. Horst e di Larry Fink, il focus sul Giappone, paese ospite di quest’anno, le personali di maestri italiani quali Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Giovanni Chiaramonte.
(Pixy Liao, It’s never been easy to carry you, 2013)


dal 16 febbraio al 26 maggio 2019

Il mestiere delle arti. Seduzione e bellezza nella contemporaneità
Ravenna, Museo Nazionale


dal 16 febbraio al 2 giugno 2019

Boldini e la moda
Ferrara, Palazzo dei Diamanti


fino al 14 febbraio 2019

Strada Anime
Cremona, Museo della Civiltà Contadina


fino al 17 febbraio 2019

VHS +
Bologna, MAMbo

13 anni e un secolo – Fotografia. Premio Fabbri per l’arte VI edizione
Bologna, Palazzo Pepoli Campogrande


fino al 22 febbraio 2019

Tre Giuste – Laura Fortin, Alessandra Michelangelo, Marta Sesana
Parma, Galleria Rizomi


fino al 23 febbraio 2019

Reality 80. Il “decennio degli effetti speciali”
Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Refettorio delle Stelline

Animals. Collettiva
Reggio Emilia, Galleria 8,75 Artecontemporanea

Maurizio Cannavacciuolo
Milano, Galleria Giovanni Bonelli


fino al 24 febbraio 2019

SINestESIA – Fotografia contemporanea dell’Europa dell’Est
Parma, BDC39

Ryoichi Kurokawa – al-jabr (algebra)
Modena, Galleria Civica di Modena

Geert Goiris. Terraforming fantasies
Bologna, Salone Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi

Geert Goiris. Terraforming Fantasies
Bologna, Salone Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi

Victoria Tkatchenko. Anabasi
Reggio Emilia, Galleria d’ arte San Francesco

Jon Rafman. Il viaggiatore mentale
Modena, Galleria Civica di Modena

Vero o falso? Le figurine sotto la lente d’ingrandimento della scienza
Modena, Museo della Figurina

Warhol&Friends. New York negli anni ’80
Bologna, Palazzo Albergati

Il Maestro e Margherita. Marinetti, Sarfatti e il Futurismo negli anni di regime
Trento, MART

Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività. Avanguardie in Germania
Parma, Palazzo del Governatore
La mostra propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di queste correnti culturali e artistiche, da Ernest Ludwig Kirchner a Emil Nolde, da Alexei Jawlensky ad August Macke, da Vassilj Kandinskij a Franz Marc, sviluppatesi in Germania nei primi del Novecento. Il percorso espositivo prende avvio da una serie di capolavori provenienti dalla cerchia dei gruppi di artisti del “Die Brücke” a Dresda edel “Der Blaue Reiter” a Monacoe di “Der Sturm”, rivista d’arte berlinese, e prosegue negli anni del primo dopoguerra, che vedono sorgere una nuova visione estetica rappresentata dal movimento della Nuova oggettività. 

1969. Olivetti. Formes et recherche. Una mostra internazionale
Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Il Club 27: Hendrix, Cobain, Morrison, Joplin, Winehouse, Jones, Basquiat
Bologna, ONO arte contemporanea
La sempre attivissima ONO arte contemporanea presenta una mostra collettiva che attraverso il mito del cosiddetto “Club dei 27” vuole celebrare alcuni tra i più importanti artisti della storia della musica deceduti alla stessa età, per l’appunto 27 anni. Le ragioni sono le più svariate: abuso di droga, alcol, omicidio o suicidio. La morte di celebri musicisti ventisettenni tra il 1969 e il 1971 ha portato alla convinzione che i decessi siano più comuni a questa età e che ci sia una sorta di “picco statistico” tra gli artisti all’età di 27 anni. La mostra è anche un pretesto per indagare alcune tra le grandi icone della musica che hanno influenzato la cultura popolare fino ai giorni nostri. È composta da 40 opere, alcune in esclusiva italiana, di Jill Furmanovsky, Michael Lavine, Charles Peterson, Jan Persson, Terry O’Neill, Baron Wolman, Lee Jaffe, James Fortune.


fino al 25 febbraio 2019

Sanguine: Luc Tuymans on Baroque
Milano, Fondazione Prada

Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen
Alba, Fondazione Ferrero


fino al 28 febbraio 2019

Omar Galliani. Carte d’Oriente. Carte d’Occidente
Reggio Emilia, Vicolo Folletto Art Factories
La mostra ricostruisce il rapporto tra Omar Galliani e l’Oriente attraverso una raccolta di una ventina di opere su carta create negli anni Duemila, nel corso di ripetuti soggiorni dell’artista in Cina, Corea, India e Vietnam. Disegni a matita, a carboncino e a inchiostro su carte di manifattura orientale, alcune delle quali particolarmente preziose, che raccontano le atmosfere, la fascinazione e gli incontri di quei viaggi. Molti dei lavori esposti sono stati presentati in precedenza solo in contesti museali e provengono direttamente dall’Archivio di Omar Galliani.


fino al 3 marzo 2019

Jean Dubuffet. L’arte in gioco. Materia e spirito 1943-1985
Reggio Emilia, Palazzo Magnani
In Italia, dopo trent’anni, una grande retrospettiva dedicata a Jean Dubuffet (1901-1985), uno degli artisti più originali e inventivi del ventesimo secolo. La mostra va ad esplorare i numerosi cicli creativi, le vaste ricerche, le sperimentazioni tecniche inedite e originali dell’artista, genio universale e multiforme. In mostra 140 opere tra dipinti, disegni, grafiche, sculture, libri d’artista, composizioni musicali, poetiche e teatrali oltre a un nucleo di 30 lavori di protagonisti storici dell’art brut.
(Jean Dubuffet, Mouchon berloque, 19 giugno 1963, Olio su tela, 114 x 146 cm © 2018 Adagp, Paris/ Siae, Roma)

La vita materiale – Otto stanze, otto storie
Reggio Emilia, Palazzo da Mosto
L’esposizione presenta la ricerca di otto artiste italiane – Chiara Camoni, Alice Cattaneo, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Ludovica Gioscia, Loredana Longo, Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui – accomunate dall’impiego e rigenerazione di materiali spesso umili e tradizionalmente associati all’artigianato che trovano un originale spazio nel loro lavoro artistico.

Da Monet a Bacon. Capolavori della Johannesburg Art Gallery
Genova, Palazzo Ducale

Hiroshige. Oltre l’onda
Bologna, Museo Civico Archeologico


fino al 9 marzo 2019

Luca Macauda. Non altro luogo ha voce così lenta
Reggio Emilia, VV8 artecontemporanea


fino al 10 marzo 2019

Phoebe Unwin. Field
Reggio Emilia, Collezione Maramotti
La Collezione Maramotti presenta Field, prima mostra personale in Italia dell’artista inglese Phoebe Unwin, costituita da una serie di nuovi disegni e dipinti realizzati appositamente per la Pattern Room della Collezione. Il titolo dell’esposizione evoca molteplici connotazioni. Il ‘campo’ rimanda al paesaggio, ma anche alle campiture di colore e al taglio della visione. È un luogo di mezzo, un soggetto pittorico tradizionale che permette all’artista di oscillare fra il figurativo e l’astratto, di investigare le qualità formali della pittura.

L’amore materno alle origini della pittura moderna da Previati a Boccioni
Verona, Palazzo della Ragione, Galleria d’Arte Moderna A. Forti

Francesco Barilli. Vagabondo di sogni
Parma, Galleria San Ludovico
Dallo scorso sabato 9 febbraio, fino al 10 marzo, la Galleria San Ludovico ospita la mostra personale dell’artista e regista parmigiano Francesco Barilli. Nei locali della galleria sono esposte opere che attraversano fasi diverse dell’attività pittorica di Barilli, meno note e meno in linea con i modelli cui questo artista ci ha abituati: Barilli torna sul soggetto dell’erranza, di un muoversi tra luoghi diversi che è proprio della sua vita (la Bassa padana, Parma, Roma, l’Africa) e dipinge rimanendo ancorato al sogno, alla visione, al racconto di qualcosa che eccede di continuo la realtà, ma che non può mai rinunciarvi.


fino al 16 marzo 2019

Maria Valli. Disegno Nero
Reggio Emilia, VBR Srl

1948 l’Italia al bivio. Verità e menzogne di una repubblica inquieta
Modena, Biblioteca Poletti e Archivio Storico Comunale

David Casini, Cuoghi Corsello, Dado, Claudia Losi, T-yong Chung. Alchemilla
Bologna, Palazzo Vizzani-Sanguinetti

Angelo Morbelli. Luce e colore
Milano, Galleria Bottegantica


fino al 17 marzo 2019

Annibale. Un mito mediterraneo
Piacenza, Palazzo Farnese


fino al 19 marzo 2019

Giuseppe Vitale. Tutto nasce da un disegno
Cavriago (RE), Multisala Novecento


fino al 23 marzo 2019

Sandy Skoglund. Visioni Ibride
Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Apre al pubblico la prima antologica dell’artista statunitense Sandy Skoglund (1946), curata da Germano Celant. La mostra riunisce lavori che vanno dagli esordi nei primi anni Settanta all’ancora inedita opera “Winter”, alla quale l’artista ha lavorato per oltre dieci anni. Sarà proprio questa immagine – accompagnata da alcune delle sculture create per l’installazione da cui è stata tratta la fotografia – il fulcro dell’esposizione: una spettacolare anteprima mondiale che conferma una volta di più l’unicità della sua ricerca e del suo linguaggio, formatisi in pieno clima concettuale per evolversi in un immaginario sospeso tra sogno e realtà, di straordinaria potenza evocativa.
La mostra permette dunque di seguire questo percorso attraverso oltre trenta lavori, quasi tutti di grande formato. Si va dalle prime serie fotografiche prodotte a metà anni Settanta, dove già emergono i temi caratteristici dell’interno domestico e della sua trasformazione in luogo di apparizioni tra comico e inquietante, fino alle grandi composizioni dei primi anni Ottanta, che hanno dato all’artista fama internazionale. In particolare, si ricordano le visionarie “Radioactive cats” del 1980 e “Revenge of the goldfish” del 1981, autentiche icone del periodo, rivisitazioni surreali e stranianti di ambienti famigliari dai colori improbabili, invasi da gatti verdi e pesci volanti. Come ha dichiarato l’artista, “credo che esista un contrasto tra l’aspetto della fantasia – gli animali sono come cartoon o fantasie – e la realtà. Poiché noi, in quanto esseri umani, ci consideriamo la principale forma di coscienza esistente in natura, ho scelto di popolare le mie immagini con animali per introdurre nella nostra esperienza questa coscienza alternativa”.
Sandy Skoglund. Revenge of the goldfish, 1981


fino al 24 marzo 2019

Sebastião Salgado. Africa
Reggio Emilia, Binario 49 e Spazio Gerra
Prima di tutto, grandi, grandissimi complimenti ai ragazzi del Binario 49, caffè letterario in via Turri 49 a Reggio Emilia, aperto da pochi mesi e nato con l’obiettivo principale di favorire interventi di rigenerazione urbana e innovazione sociale nel quartiere. Il progetto ha conquistato l’attenzione di Sebastião Salgado che ha deciso di concedere gratuitamente e in anteprima nazionale l’esposizione “Africa”. La mostra inaugura sabato 9 febbraio ed è suddivisa in due parti e dislocata su due sedi: il Binario 49, appunto, e lo Spazio Gerra. La prima parte raccoglie il lavoro realizzato nei viaggi e nelle esplorazioni di Salgado tra il 1974 e il 2005 nel sud del continente tra Mozambico, Malawi, Angola, Zimbabwe, Sud Africa, Ruanda, Uganda, Congo, Zaire e Namibia. La seconda è dedicata ai reportage realizzati dal 1973 al 2006 nelle Regioni dei Grandi laghi tra Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Tanzania, Zaire, Kenya Ruanda e nelle regioni sub-sahariane Mali, Sudan, Somalia, Chad, Mauritania, Senegal, Etiopia. L’esposizione “Africa”, vincitrice premio del pubblico M2-El Mundo per la migliore mostra nell’ambito di PhotoEspaña 2007 è un vero e proprio omaggio alla storia, ai popoli e ai fenomeni naturali del continente Africano, ma anche una denuncia.


fino al 31 marzo 2019

Pietre colorate molto vaghe e belle. Arte senza tempo dal museo dell’opificio delle pietre dure
Mantova, Palazzo Ducale – Castello di San Giorgio

Galleria metallica. Ritratti e imprese dal medagliere estense
Modena, Galleria Estense

Jacopo Benassi. Bologna Portraits
Bologna, Palazzo Bentivoglio

Portrait of a struggle. Manifesti, materiali grafici, suoni e immagini dall’Archivio Giuseppe Soncini-Bruna Ganapini e dall’Archivio Franco Cigarini
Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi


fino al 7 aprile 2019

Linda Fregni Nagler. Hana to Yama
Milano, Sede di Banca Generali Private

Sturmtruppen. 50 anni
Bologna, Palazzo Fava


fino al 22 aprile 2019

Cantieri paralleli. Lo studiolo di Belfiore e la Bibbia di Borso. 1447-1463
Ferrara, Pinacoteca Nazionale di Ferrara – Palazzo dei Diamanti

Thomas Struth. Nature & Politics
Bologna, MAST

Tracce di moda a Guastalla
Guastalla (RE), Palazzo Ducale


fino al 28 aprile 2019

Aztechi, Maya, Inca e le culture dell’antica America
Faenza, MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche)

Andy Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta
Monza, Reggia di Monza Orangerie


fino al 5 maggio 2019

Vivian Maier. Street photographer
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo


fino al 12 maggio 2019

Eros della materia. Percorsi artistici a confronto
Reggio Emilia, Galleria 2000&Novecento


fino al 19 maggio 2019

Universo Futurista
San Lazzaro di Savena (BO), Fondazione Massimo e Sonia Cirulli


fino al 2 giugno 2019

De Pisis. La poesia dell’attimo
Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea
La mostra mira a restituire al pubblico un’ampia selezione di opere dell’artista ferrarese appartenenti alle collezioni del museo a lui intitolato, ora chiuso per restauro. Dipinti, litografie e disegni, presentati in un percorso denso e affascinante, svelano una vicenda artistica legata indissolubilmente ai luoghi dove De Pisis ha vissuto: dal periodo romano al trasferimento definitivo a Parigi nel 1925, quando sulle tele prendono forma silenziosi oggetti che richiamano le suggestioni liriche e metafisiche degli anni giovanili e il rapporto ripensato a distanza con la città natale; dal raggiungimento della piena maturità artistica nelle originali rivisitazioni en plein air o nelle nature morte di toccante malinconia, fino al crepuscolo trascorso nella clinica di Villa Fiorita, l’ultimo capitolo doloroso ma ancora profondamente creativo. Ad accompagnare dipinti e opere su carta saranno anche lettere, cartoline e testi autografi provenienti dall’Archivio Raimondi dell’Università di Bologna, che testimoniano il legame di De Pisis con l’amico fraterno, lo scrittore e critico bolognese, Giuseppe Raimondi. Anche attraverso il loro rapporto epistolare, è possibile comprendere meglio la sensibilità dell’artista ferrarese e come la sua immaginazione ricca di erudizione racconti in modo unico l’anima delle cose. (Filippo de Pisis, Natura morta col martin pescatore, 1925)


fino al 9 giugno 2019

Gli animali nell’arte. Dal Rinascimento a Ceruti
Brescia, Palazzo Martinengo


fino al 16 giugno 2019

I segreti del Codice Atlantico. Leonardo all’Ambrosiana
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana

Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini
Forlì, Musei San Domenico


fino al 26 dicembre 2019

L’arte per l’arte – dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento
Ferrara, Castello Estense