Enrico Lombardi, Alice Melloni, Lemon Therapy

“Lemon Therapy”: sesso, adolescenza e comicità nel nuovo spettacolo di Quinta Parete

di Alberto Zanetti

«I giovani di oggi sono complessi, ogni accadimento è vissuto con tormento, passione, coinvolgimento totale». Figuriamoci quando il tema è il sesso. Di questo argomento da niente parla Lemon Therapy, la nuova produzione di Enrico Lombardi di Quinta Parete, in scena insieme ad Alice Melloni con un testo di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano.

Lemon Therapy è una commedia che nasce da una ricerca durata sette mesi, fatta di interviste, incontri e laboratori con ragazzi dagli 11 ai 20 anni, i loro genitori e gli insegnanti. Un percorso svolto insieme da Enrico Lombardi e Alice Melloni che hanno poi consegnato il materiale raccolto agli autori Chiara Boscaro e Marco di Stefano. 

In occasione dell’anteprima di Lemon Therapy, sabato 21 aprile 2018 al Teatro De Andrè di Casalgrande (RE), abbiamo intervistato Enrico Lombardi e Alice Melloni.

Come è avvenuto l’incontro con gli autori Boscaro e Di Stefano? La modalità dell’indagine usata per costruire il testo è interessante…
Chiara e Marco sono nostri amici e colleghi, sono drammaturghi che stimiamo e che abbiamo incontrato più volte in occasione di spettacoli e festival. La drammaturgia è parte fondamentale di uno spettacolo e tutto il materiale che in questi mesi abbiamo raccolto, tra laboratori e interviste con adolescenti e genitori, meritava una cornice testuale che facesse emergere il più possibile la vastità di aspetti che il tema del sesso in età adolescenziale contiene. Inoltre, era da tempo desiderio di Chiara e Marco misurarsi con un testo per ragazzi, l’idea del nostro spettacolo è stata occasione per entrambe le compagnie di realizzare un progetto dedicato a questa fascia d’età.

Il sesso è un argomento come un altro da portare in scena?
Nessun argomento è come un altro, ogni tema necessita di riflessioni ed intenzioni precise per essere affrontato, a volte si pensa e scrive uno spettacolo perché è quasi l’argomento stesso che ti viene a cercare, che per il tuo vissuto magari ti tocca e ti interessa profondamente. Il tema del sesso fra gli adolescenti non ci è solo capitato, lo abbiamo scelto, ritenendolo un argomento fondamentale oggi più che mai, in quanto gli adolescenti del nostro tempo sono i primi a doversi misurare con questa fortissima cultura del corpo che viviamo oggi, la rivoluzione tecnologica e mediatica, la facilità d’accesso ad informazioni, video, ecc., la crescente difficoltà nel relazionarsi con gli altri nel mondo “reale”.

 

Quale parola scegliereste per descrivere i giovani che “parlano” attraverso questo spettacolo?
I giovani di oggi sono “complessi”, come il mondo in cui vivono. Ed essendo adolescenti sono anche pieni di complessi, nel senso che sentono al massimo ogni cosa che succede, ogni accadimento è vissuto con tormento, passione, coinvolgimento totale. Ci tenevamo a portare in scena questa complessità, stando attenti a non imitare, scimmiottare, sminuire nessuno dei loro comportamenti, perché è il loro mondo e loro lo vivono e vi reagiscono spontaneamente, ci siamo volontariamente astenuti da ogni giudizio perché ognuno affronta e supera l’adolescenza a modo suo.

Qual è lo spazio oggi per un teatro che non sia di repertorio o sperimentale (forse un’altra forma di repertorio, ormai), ma lavori sui testi e sull’attuale?
Un teatro come quello che cerchiamo di fare in questo spettacolo tenta di misurarsi con il sistema culturale di oggi, un sistema ingolfato che risponde a logiche di mercato desuete e che sembra non riesca a far presa sulle nuove generazione. Il testo e la messa in scena sono pensati per gli adulti e per i giovani e sono stati ideati per essere allestiti non solo nei teatri ma anche in luoghi diversi: scuole, palestre, auditorium, palchi montati all’aperto, in modo da raggiungere più pubblico e più età possibili.

Quest’anno ricorrono i 50 del Sessantotto… Fu vera rivoluzione (sessuale)? Ce ne siamo dimenticati?
Noi nel ’68 non eravamo nati, di tutto ciò che è stato conquistato socialmente ne abbiamo vissuto inconsciamente e spontaneamente i frutti anni dopo. Oggi non ce ne siamo dimenticati ma siamo di fronte ad una difficoltà enorme nell’imparare dal passato per vivere meglio il futuro, e i ragazzi di oggi hanno le loro personali rivoluzioni da affrontare e come ogni generazione prima di loro devono trovare un modo originale per crescere, diventare adulti e cambiare ciò che non condividono del mondo.

(21 aprile 2018)

 


Info: www.quintaparete.org/antemprima-lemon-therapy