oggi

 
 

Cosa succede martedì 23 maggio?

Modena. La cantautrice americana Annette Peacock presenta al Teatro Pavarotti in prima assoluta per l’Altro Suono la sua performance insieme a Roger Turner e Roberto Dani. Il nullafacente di Michele Santeramo, in scena dal 23 al 28 maggio, chiude la stagione del Teatro delle Passioni. 

Reggio Emilia. Nuovo appuntamento con Leggera: al Teatro Valli stasera c’è Paola Turci. Il Multiplo di Cavriago alle 17 ospita Melvin Burgess, uno dei più noti scrittori contemporanei per adolescenti, che viene a presentare il suo nuovo libro Il grido del lupo.
Per Correggio Jazz, al Teatro Asioli è in programma Two for Stevie, l’omaggio a Stevie Wonder di Dado Moroni (pianoforte) e Max Ionata (sax tenore, sax soprano).

Parma. Al Teatro Regio il violino di Sergey Krylov e il pianoforte di Michail Lifits ci accompagnano questa sera in tre esecuzioni di compositori d’eccezione: Ludwig van Beethoven (Kreutzer-Sonata op. 47), Igor Stravinsky (Suite Italienne per violino e pianoforte) e Maurice Ravel (Sonata per violino e pianoforte).

Bellaria. Prende il via oggi, e prosegue fino al 28 maggio, il Bellaria Film Festival, quest’anno dedicato al critico Alberto Farassino: in concorso 18 film, con sette prime visioni italiane, i concerti di Stefano Bollani e Colapesce e uno spettacolo in prima assoluta della compagnia Menoventi Ascoltate! Romagna Relax (foto).

Milano. Al Teatro Franco Parenti sale sul  palco il compositore e sound artist canadese Tim Hecker

 

 
 

Fotografia Europea: unisci i puntini

di Alberto Zanetti

Maradona ha impiegato 10 tocchi nel gol agli inglesi. Per Godard il cinema è la verità 24 volte al secondo. Secondo i CCCP “la prima volta fa sempre male”. Tutto, a partire dalla vita, è fatto di momenti, lampi, batter d’occhi, fatalità, illuminazioni… A proposito della fotografia Barthes lo chiama “punctum” ovvero quel “qualcosa” unico e preciso, casuale e soggettivo, magnetico e pungente che ci lega a un’immagine. Anche Fotografia Europea offre di questi “punti notevoli”. A seguire eccone alcuni; potete scoprirne altri. Poi con il vostro movimento collegarli. E, come nel giochino enigmistico, vedere che disegno viene fuori.


#1.
Extraterrestre portami via
Familiarizzate con le particelle del Cern in “Wolfgang” di David Fathi (Palazzo Da Mosto), poi, all’ex ACI di via Secchi, abituatevi all’oscurità del Deep Web nell’installazione di Giorgio Di Noto e finalmente partite con i “viaggi del tempo” di Marjolein Blom. Alla fine sarete come quel tizio cantato da Finardi “che viveva in un abbaino per avere il cielo sempre vicino”.


#2.
Hasta siempre
Teoria controversa, ma celebre: gli esquimesi si servono di cinquanta parole per nominare la neve. Chissà quante gliene servirebbero per definire quella meraviglia di Cuba. A Alex Webb e Rebecca Norris Webb ne bastano due: “Violet Isle”. Anche se per “pronunciarle” hanno impiegato passione, anni di viaggi e tante fotografie nel reportage in mostra allo Spazio Fotografia San Zenone.


#3.
Mettete fiori nei vostri cannoni
Se pensate che Timothy Leary, Ken Kesey, Jerry Garcia e il sergente Pepper non avessero tutti i torti e che il 1967 sia stato l’anno in cui il mondo è stato più unito dai tempi del Congresso di Vienna… beh, il vostro posto è allo spazio Gerra con “Community Era – Echoes from The Summer of Love” e alla seratona in piazza San Prospero con il maestro Bertallot (6 maggio). E che l’era dell’Acquario possa prima o poi tornare…


#4.
Illuministi di tutto il mondo…
Con buona pace di Friedrich “non esistono fatti, solo interpretazioni” Nietszche, quel geniaccio di Joan Fontcuberta raduna ai Chiostri di San Pietro 14 fotografi internazionali e li coinvolge nella creazione di una nuova enciclopedia: solo critica e ragione ci possono salvare dall’anonima riproduzione del capitale, ehm, del digitale. Marchons!


#5.
Febbre a 90
A metà degli anni Novanta in UK la vendita dei giradischi superò quella delle chitarre. E con Chemical Brothers e Prodigy sembrava l’alba di una nuova epoca. Le cose hanno poi preso un’altra piega, ma è un piacere riabbracciare uno degli eroi d’allora come Howie B (6 maggio) che torna a Reggio nel bell’evento “Hey Now” di Studio Blanco.


#6.
The Snake
Come nel vecchio giochino del Nokia buttiamoci a capofitto tra le collezioni del Museo della Psichiatria per “Satelliti” di Christian Fogarolli, nell’atelier del grande Berengo Gardin ai Chiostri di San Pietro, dentro la “capsula del tempo” di Marcello Donadelli (Polveriera), nei teatri anatomici di Francesca Catastini alla Galleria Parmeggiani, tra le mille attrazioni di via Roma. E che il serpente si allunghi…


#7.
In hoc Zegno vinces
Il reprise di “Un paese” a Palazzo Magnani con magnifici scatti di Paul Strand ci riporta alla figura del co-autore Cesare Zavattini: qual è il segreto del suo multiforme ingegno? Forse, semplicemente, l’iniziale del cognome “lo zigzag e l’ultima parola… il movimento della mosca… il movimento elementare, quello che ha presieduto alla creazione del mondo… Credo che all’origine delle cose non ci sia il big bang, ci sia la Z” (G. Deleuze).


 

(4 maggio 2017)

 


Fotografia Europea – Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro
dal 5 maggio al 9 luglio 2017
Reggio E., luoghi vari
Info: www.fotografiaeuropea.it

Crediti foto
#1 David Fathi, Untitled, 2016
#2 Alex Webb, Regla, Cuba, 2003
#3 Bruno Vagnini, Bed-In, John Lennon e Yoko Ono, Montreal, 1969
#4 Useful Photography #001 – installation 
#6 Francesca Catastini, Whosoever Doth Well Known Himself, Shall Know the Brute Beasts, Pisa, 2013
#7 Paul Strand, The Family, Luzzara